CARENZA DI MEDICI NEI PS – SOLO SVILENTI SOLUZIONI TAMPONE, NESSUN INTERVENTO STRUTTURALE

La carenza di personale medico ed infermieristico nella Medicina d’Emergenza-Urgenza ha ormai raggiunto proporzioni critiche.

I legislatori, non potendo per ora interrompere un servizio essenziale per la salute di milioni di Cittadini, si sono lanciati nelle più fantasiose soluzioni: c’è chi come il Molise prima ed il Veneto poi ha richiamato medici in pensione, chi ha stretto convenzioni con Università straniere, cercando oltre confine nuove forze arruolabili. Addirittura si sta iniziando a smantellare il servizio pubblico, appaltando centinaia di migliaia di euro di proventi a società private per la ricerca di personale.

Ma l’ultima proposta creativa arriva dalla Regione Toscana, che ha deliberato di spalancare le porte dei Pronto Soccorso a medici neoabilitati senza alcuna competenza specifica nell’ambito dell’Emergenza-Urgenza, con la previsione di una non meglio specificata formazione “on the job” della durata di due anni che sarebbe un modo anglofono di dire che il medico in questione farà esperienza direttamente sulla pelle dei propri pazienti.

Una simile proposta è svilente sia per i tanti Colleghi che in questi anni hanno intrapreso un percorso di formazione specialistico vero e proprio nella Scuola nata da poco in Emergenza-Urgenza, sia per coloro che dovrebbero usufruirne, ai quali viene offerta una formazione di serie B dimezzata e part time.

Si considera ancora la medicina d’emergenza urgenza una sotto-specializzazione, che si può imparare in fretta e furia, come se per un Cittadino fosse la stessa cosa ricevere assistenza da un professionista specializzato o da un neolaureato.

La qualità del processo formativo non interessa a nessuno, è evidente, l’importante al momento è solo la copertura dei servizi.

La carenza era stata prevista da molto tempo e le previsioni per gli anni a venire sono pessime. I legislatori continuano a preferire soluzioni tampone rispetto ad una programmazione seria e ad una risoluzione strutturale del problema.

Come Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU), assieme al Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) ed a Federspecializzandi, abbiamo proposto più volte diverse soluzioni a breve e a lungo termine, che non sono mai state prese in considerazione.

Le ribadiamo nuovamente: che sia la volta buona?

Soluzioni a lungo termine

Prima di correre a ripari frettolosi per la carenza dei medici nei reparti più critici, è essenziale interrogarsi sulle reali cause all’origine del problema.

Essere un Medico d’Emergenza-Urgenza (MEU) significa lavorare duramente, sotto pressione, H24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno compresi festivi e superfestivi, con enormi responsabilità.

L’ambiente lavorativo è sovraffollato per definizione e ciò è imputabile a più fattori. Da una parte i servizi sul territorio hanno perso la capacità di filtrare le non urgenze (che compongono il 15-20% degli accessi quotidiani), dall’altra la riduzione costante dei posti letto negli ospedali fa sì che i pazienti che necessitano il ricovero restino anche dei giorni su una barella nei corridoi del PS.

Nonostante tutto ciò il ruolo del MEU non è riconosciuto come lavoro usurante dalle attuali leggi (mentre in passato lo era) e lo stipendio, soprattutto se confrontato con altre branche che possono operare nel privato, è assolutamente inadeguato.

Inoltre per i Medici d’Emergenza-Urgenza non vi sono sbocchi formativi, poiché non è ancora stata riconosciuta una carriera universitaria specifica per questa disciplina. In questo modo i medici anziani non hanno alcuna possibilità di concludere la propria carriera facendo formazione per i colleghi più giovani.

Nonostante tutte queste pecche la Medicina d’Emergenza-Urgenza resta una tra le discipline più affascinanti e molti giovani neoabilitati ambiscono a intraprendere questa carriera.

Peccato che molti di loro restino bloccati nell’imbuto formativo: sebbene negli ultimi anni siano aumentati i posti disponibili (256 contratti di formazione in Italia), questo dato resta nettamente al di sotto del fabbisogno stimato (almeno 800 contratti di formazione).

Con proposte come quella toscana, poi, nessuno più si prenderà la briga di cambiare città, oppure Regione, per specializzarsi in MEU, quando con un paio di anni di formazione nell’ospedale sotto casa, alla fine, si svolge lo stesso lavoro.

E così questa proposta non solo risulta inutile (i neolaureati sulla carta sì copriranno i turni, ma c’è da chiedersi se saranno in grado di svolgere il lavoro necessario) ma pure dannosa, rischiando di minare l’esistenza stessa della scuola di specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza.

Non solo: quali sono le garanzie che la formazione “on the job” sia qualitativamente adeguata? Chi dovrebbe controllare la qualità formativa dei medici così formati? La loro formazione avverrà in luoghi con volumi assistenziali e complessità delle cure che diano una preparazione soddisfacente?

Di conseguenza le nostre proposte sul lungo periodo sono le seguenti:

  1. aumentare le borse ministeriali e regionali in Medicina d’Emergenza-Urgenza fino al massimo consentito dalla rete formativa per raggiungere gli 800 contratti annuali;
  2. riconoscere al lavoro di Medico ed Infermiere d’Emergenza-Urgenza lo status di lavori usuranti;
  3. incrementare lo stipendio per il personale medico ed infermieristico dei Pronto Soccorso;
  4. incrementare l’efficienza del filtro territoriale ed aumentare i posti di degenza presso i reparti ospedalieri;
  5. elaborare una carriera universitaria specifica per la Medicina d’Emergenza Urgenza.

Queste soluzioni, ovviamente, possono e devono essere declinate anche per altre specializzazioni carenti.

Soluzioni a breve termine

Per quanto riguarda l’immediato, le soluzioni ci sono e le ribadiamo:

  1. attivare i concorsi a tempo indeterminato per gli specialisti e per gli specializzandi all’ultimo anno, recependo appieno i commi 547 e 548 recentemente approvati in Legge di Bilancio 2019;
  2. eliminare immediatamente la possibilità di un canale formativo parallelo non standardizzato che porterebbe alla creazione di un medico di Emergenza-Urgenza di serie B con le stesse responsabilità;
  3. valutare l’estensione dell’attività intramuraria, attualmente garantita per legge anche agli specializzandi, in alcuni specifici ambiti dell’emergenza urgenza o permettere agli specializzandi dell’ultimo anno di fornire prestazioni limitate e adeguatamente retribuite extra orario formativo, con vincoli tali da non inficiare la qualità della formazione, in analogia a quanto avviene per le sostituzioni di guardia medica e dei medici di medicina generale.

Ci teniamo a sottolineare che queste soluzioni avranno ragione d’essere solo a seguito dell’implementazione parallela dei punti a lungo termine prima citati.

Sarà un nostro impegno prossimo sensibilizzare in ogni modo l’opinione pubblica sull’argomento.

Ma non è l’unica criticità: la mancanza di filtro del territorio è una delle cause principali del sovraffollamento dei Pronto Soccorso. Non è più rimandabile inoltre un ripensamento radicale della Medicina Generale: essa costituisce il primo filtro al sovraffollamento dei PS e deve pertanto essere considerata una risorsa da non sottovalutare. La verità è che assistiamo ad una crisi del pubblico, in cui il privato convenzionato offre condizioni lavorative competitive sia dal punto di vista economico sia da quello delle tutele professionali.

Sempre più medici scelgono di non impegnarsi nell’attività pubblica e questa crisi è da imputare alle miopi scelte della politica, che in questi anni non ha creato le condizioni adatte a stimolare il personale medico e infermieristico ad aspirare a lavorare negli ospedali e nei Pronto Soccorso. È molto più facile, infatti, pensare ad una sanità privatizzata piuttosto che programmare e investire le proprie risorse economiche per tutelare la salute del Cittadino, la cui cura viene demandata ad attori terzi, disattendendo ad uno dei principali impegni dello Stato.

Non possiamo permettere che si crei una sanità di serie A, efficiente e brillante, dedicata a chi può permettersela, ed una sanità di serie B piena di toppe, per i meno abbienti.

Il rischio è reale e, se non verranno proposte soluzioni concrete, il sospetto del dolo sarà più che legittimo.

Noi non ci stiamo e siamo pronti a mobilitarci insieme a tutti i giovani Colleghi.

Valerio T. Stefanone

Presidente Nazionale CoSMEU

Sottoscrivono:

 

Stefano Guicciardi

Presidente Nazionale FederSpecializzandi

Emanuele Spina

Presidente Nazionale Segretariato Italiano Giovani Medici

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Il Signor Giangiacomo ed il Servizio Sanitario Nazionale che sarà (molto presto)

Quando il Signor Giangiacomo va in Pronto Soccorso ha già abbastanza a cui pensare. Sta male e non c’è altro modo di farsi visitare alla svelta se non affrontando il rischio di lunghe attese in un ambiente caotico come il Pronto Soccorso.

E invece da domani il Sig. Giangiacomo avrà molte altre cose a cui pensare oltre al suo mal di pancia, una volta varcata la soglia dell’ospedale. Già perché da domani il nostro ipotetico paziente avrà davanti a sé quattro ambulatori con quattro medici assai diversi:

  1. nel primo ambulatorio c’è un medico dal nome difficile da pronunciare, è in Italia da pochi mesi, è stressato dal cambiamento, sottopagato rispetto agli altri medici, ma sicuramente attirato da uno stipendio a cui, nel suo Paese d’origine, non avrebbe potuto ambire. Con ogni probabilità avrà una buona competenza di base, ma avrà ricevuto anche una formazione specifica per le emergenze mediche? In che Università ha conseguito il titolo di Specialista? Chi ha monitorato la qualità della formazione erogata dalla sua scuola?
  2. nel secondo ambulatorio troverà una dottoressa dai capelli bianchi ed il volto segnato dall’età e dalla fatica dell’undicesima ora delle dodici che compongono il turno notturno. La dottoressa è di grande esperienza, ma la fatica ed i ritmi forsennati del Pronto Soccorso inficiano alquanto sulla sua concentrazione. Sarà in grado di raccogliere tutti gli elementi per capire se il mal di pancia di Giangiacomo è qualcosa di immediatamente pericoloso per la sua vita?
  3. nel terzo ambulatorio c’è un medico giovanissimo, si è abilitato da circa due settimane, ha tirato su la testa dai libri ed il suo entusiasmo, assieme ad un pizzico di incoscienza, l’hanno catapultato nel mondo della medicina d’emergenza-urgenza. Sta ancora metabolizzando il passaggio dai libri alle persone in carne ed ossa ed ancora non ha ben chiaro le piccole differenze che discostano i due mondi. La gestione è incerta, timorosa, a volte impulsiva, e non potrebbe essere altrimenti senza preparazione specifica. Sarà in grado di escludere tutte le cause potenzialmente fatali del mal di pancia di Giangiacomo che magari non sono state annoverate nei suoi appunti di sei mesi prima?
  4. c’è un quarto ambulatorio, ed è chiuso a chiave, qualcuno sta bussando da dentro…

Se voi foste Giangiacomo quale ambulatorio scegliereste? Se fosse un vostro caro, verso quale porta lo indirizzereste?

Mentre vi crogiolate in questa fatidica scelta notate arrivare al triage diverse barelle portate dal 118. I pazienti ve li ricordavate diversi: questi sono tutti ingioiellati, con abiti firmati e, nonostante la smorfia di dolore per lo spasmo che li accompagna, hanno un aspetto aristocratico. Nel congedare l’equipaggio del servizio di emergenza territoriale ringraziano e sfoderano dal portafogli la carta di credito, strisciando nel lettore del 118 tutta la propria riconoscenza. Non aspetterà in Pronto Soccorso, ha già una camera privata che l’aspetta nel reparto specialistico.

Vi sembra fantascienza? No, è solo il sistema sanitario che ci aspetta. Tra 10 anni? No, domani.

La carenza di personale medico e infermieristico nei Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA) è sulla bocca di tutti, caratterizzando una vera e propria emergenza nazionale. E così, colti alla sprovvista da una tempesta ampiamente predetta, i legislatori si lanciano nelle soluzioni più fantasiose.

Il medico straniero dell’ambulatorio 1 è frutto delle proposte della Regione Veneto, che cercherà nelle convenzioni con Università oltre confine un canale per trovare nuove forze.

La dottoressa dell’ambulatorio 2 è una pensionata che è stata richiamata in servizio, nonostante la veneranda età e l’inevitabile azione del tempo sulle sinapsi. Tale soluzione è stata adottata prima dal Molise e poi dal Veneto.

L’ultimo colpo di scena è il medico neoabilitato dell’ambulatorio 3. La Regione Toscana ha deciso di aprire le porte dei Pronto Soccorso a medici senza formazione specifica, con la previsione di fare una non meglio specificata formazione “on the job”, che è un modo carino di dire che l’esperienza il medico se la farà da solo direttamente sul paziente, senza necessariamente dover passare da un percorso formativo adeguato, specifico e standardizzato.

E le ambulanze a pagamento? S’è già fatto il primo passo: l’USSL Polesana 5 ha stanziato 650mila euro di soldi pubblici per un’azienda privata che trovi personale per il servizio 118. Ok, non siamo ancora giunti al punto di dover pagare direttamente il servizio, ma quanto sarà lontano tale traguardo di questo passo? Il sospetto che ci sia una precisa volontà di rendere inefficiente un Servizio Sanitario Nazionale che il mondo ci invidia per ricavarne un business miliardario dedicato a pochi diventa ogni giorno più legittimo.

Ma torniamo a Giangiacomo: ha scelto l’ambulatorio 4. Ebbene nell’ambulatorio 4 c’è una giovane dottoressa, non considerando il Galateo le daremmo circa una trentina d’anni. È giovane, sicuramente, ma ha alle spalle almeno 3 anni di formazione specifica sulla medicina d’emergenza-urgenza, ha frequentato i migliori reparti per acuti, terapie intensive, pronti soccorsi, ha prestato servizio sulle ambulanze seguita da un tutor esperto. È una specializzanda o, per meglio dire, un medico in formazione specialistica. Non sappiamo dirvi se sia al quarto o al quinto ed ultimo anno della sua formazione; non sappiamo dirvi se studia medicina d’emergenza-urgenza, medicina interna o un’altra specialità equipollente. Sappiamo solo che se fossimo parenti di Giangiacomo gli consiglieremmo vivamente il quarto ambulatorio. Peccato però che la porta sia chiusa a chiave! E chi l’ha chiusa? La Regione.

Come CoSMEU (Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza) abbiamo partecipato ad una riunione con Regione Toscana, Società Scientifica (SIMEU) e Sindacati di categoria con ordine del giorno la ricerca di soluzioni alla carenza di personale medico nei DEA.

A tale tavolo abbiamo riportato proposte discusse anche coi Colleghi di SIGM e Federspecializzandi.

In tante occasioni abbiamo indicato l’unica strada da percorrere per un risposta sistematica al problema:

  • aumentare le borse ministeriali e regionali in Medicina d’Emergenza-Urgenza fino al massimo consentito dalla rete formativa per raggiungere gli 800 contratti annuali;
  • riconoscere al lavoro di Medico ed Infermiere d’Emergenza-Urgenza lo status di lavori usuranti;
  • incrementare lo stipendio per il personale medico ed infermieristico dei Pronto Soccorso;
  • incrementare l’efficienza del filtro territoriale ed aumentare i posti di degenza presso i reparti ospedalieri.

Abbiamo anche offerto spunti per soluzioni temporanee e emergenziali, da attuare esclusivamente a seguito dell’implementazione dei punti prima citati, come prestazioni aggiuntive e circoscritte in orario extra formativo agli specializzandi dell’ultimo anno, in analogia a quanto avviene per le sostituzioni di guardia medica e dei medici di medicina generale.

Eppure non abbiamo ricevuto risposte.

Lo ribadiamo con forza: occorre investire sul futuro per non alimentare in eterno questo gioco al ribasso: migliaia di neolaurati aspettano di essere formati in maniera adeguata per rispondere con passione ai bisogni di salute di tutti i Cittadini. Per questo è necessario che sia il Ministero sia le Regioni investano in maniera straordinaria sui contratti di formazione specialistica a partire dalle aree più critiche, per colmare le carenze attuali ma soprattutto quelle future.

Altrimenti, sorgerà inevitabilmente il dubbio: che ci sia un disegno per privatizzare progressivamente il nostro Sistema Sanitario Nazionale?

SAVE THE DATE!!! III° Assemblea Nazionale CoSMEU e rinnovo Direttivo

Partite pure con il conto alla rovescia perchè la III° Assemblea Nazionale CoSMEU si terrà ufficialmente a Firenze il 27 maggio prossimo! Non potete assolutamente perdervela, anche perchè proprio in occasione di questo appuntamento ci saranno le elezioni del nuovo Direttivo e del nuovo Presidente…ma andiamo con ordine.

Appuntamento (immancabile) per tutti i soci in regola con la quota associativa 2019 (se ancora non sei in regola puoi rinnovare qui o iscriverti qui) la mattina del 27 maggio, a partire dalle 9.00. Solo per loro sono a disposizione ben 100 inviti per assistere alle Lectures della giornata conclusiva dell’XI° Refresher Course, che abbiamo organizzato in collaborazione con YEMD-EuSEM (per il programma clicca qui). Grandi esperti provenienti da tutto il mondo riuniti per parlare di trauma in tutte le sue sfumature…sarà pazzesco, e che occasione migliore per festeggiare la giornata internazionale della Medicina d’Emergenza!?!
Prossimamente sarà disponibile un form per l’iscrizione all’evento.

Al pomeriggio dalle 14.00 invece aprirà i battenti e sarà aperta a tutti la vera e propria Assemblea Nazionale CoSMEU: soci e simpatizzanti, siete tutti invitati, per conoscerci di persona e scoprire quello che abbiamo fatto negli ultimi 2 anni, i progetti in corso e quelli che ci piacerebbe lasciare in “eredità” per il futuro. Un momento per trovarsi tutti insieme e fare gruppo, perchè siamo alla vigilia di grandi cambiamenti e solo restando uniti riusciremo a far sentire la nostra voce.

Al termine dell’Assemblea solo per i soci in regola con la quota associativa, sarà possibile esprimere il proprio voto per eleggere il nuovo Direttivo di CoSMEU.
Per i soci non presenti, sarà possibile delegare qualcuno, secondo le modalità che prossimamente renderemo note.


Questo biennio è letteralmente volato, abbiamo fatto davvero tantissimi passi avanti ed è stata un’avventura pazzesca! A chi vi scrive, CoSMEU ha davvero cambiato la vita… ma adesso è ora di cedere il testimone, e c’è bisogno di qualcuno che porti avanti le nostre battaglie per la standardizzazione nella formazione e per il riconoscimento del nostro ruolo lavorativo, i progetti che hanno visto molti di noi girare il mondo… con lo stesso entusiasmo che abbiamo avuto noi (e anche di più). Sarà possibile candidarsi inviandoci una breve mail a segreteria.cosmeu@gmail.com, (ma riterremo valide anche eventuali candidature last second in sede di Assemblea).

Tenetevi liberi quindi: segnate indisponibilità sul calendario, prenotate il treno e ci vediamo a Firenze il 27 maggio! Vi aspettiamo!!!
Stay tuned for more rock’n’roll!

 

Pronti a partire! Ecco la graduatoria di Chicos 2.0

Eccoli qui gli avventurosi pronti a partire alla volta di Chicago!Hanno risposto al nostro annuncio ed ora è il momento di iniziare a preparare passaporto e valigie. Si susseguiranno nella Windy City:

Aprile 2019: Spagnolello Ornella e Causero Giulia
Maggio 2019: Petri Jolanda e Messina Paola
Giugno 2019: Pioli Di Marco Mariaserena e Gaudino Giovanni
Luglio 2019: Ruggeri Marco Stefano e Cigana Marco
Agosto 2019: Giacomelli Irene e Demitry Lorenzo
Settembre 2019: Salzmann Alessandro 
Ottobre 2019: Ralli Maria Luisa e Savinelli Caterina
Novembre 2019: Lippi Silvia e Bravi Stefania
Dicembre 2019: Nicolò Rebecca e Trincanato Alberto
Gennaio 2020: Segre Elisabetta e Xotta Giovanni
Febbraio 2020: Chella Emanuela e Cipriani Francesco
Marzo 2020: Tuccio Laura Maria e Melara Ilaria

(Qui sono disponibili nei dettagli i criteri di assegnazione, come descritto da bando.)

Buon viaggio e buona avventura ragazzi, siamo sicuri che questa esperienza unica lascerà il segno e che tornerete a casa con una rinnovata voglia di fare, e fare bene!
In bocca al lupo, fatevi valere e… may the force be with you!

 

Graduatoria ChiCoS 2.0

E’ con vero piacere che annunciamo i 23 vincitori del bando ChiCoS, che avranno la fantastica possibilità di frequentare un mese presso diversi Pronto Soccorso di Chicago! Un’esperienza molto formativa e divertente che, siamo sicuri, contribuirà ad accrescere il singolo ed il gruppo!

Di seguito la graduatoria provvisoria, gli interessati controllino e ci segnalino eventuali criticità a segreteria.cosmeu@gmail.com!

Al più presto i vincitori saranno contattati per il test di lingua.

Graduatoria finale entro il 31 gennaio!

In bocca al lupo a tutte e tutti! Andiamo ad ispirarci per cambiare le cose!

Clicca qui: graduatoria chicos 2019

Resoconto dell’incontro con i Direttori dell’11.01.2019

In data 11 gennaio 2019 in mattinata si è riunita a Bologna l’Assemblea Permanente dei Direttori delle Scuole di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Nel pomeriggio è stato esteso l’invito al Direttivo CoSMEU, ad un rappresentante degli specializzandi per ogni Scuola (23 scuole presenti) e alle società scientifiche.
In questa sede il Presidente di CoSMEU , dott. Valerio T. Stefanone nel suo intervento , sulla base dei risultati delle Survey CoSMEU sulla formazione specialistica, ha evidenziato l’eterogeneità dei percorsi formativi ad oggi presente nei diversi Atenei italiani.
E’ stato pertanto proposto un piano formativo, frutto della discussione di anni tra centinaia di specializzandi, da adottare uniformemente su tutto l’ambito nazionale. La proposta, volutamente generica ma incentrata sull’acquisizione delle competenze richieste dal Ministero (di n. 402 allegato 2) (allegato_dm_68) al profilo professionale dello specialista in Medicina d’Emergenza-Urgenza, è stata ascoltata con interesse dai Direttori.
Quest’intervento è stato avvalorato dalla Vice Presidente, dott.ssa Serena Scarabottini che ha portato a supporto un documento di confronto degli attuali piani formativi attualmente adottati, evidenziando le differenze più marcate.
Successivamente un brillante intervento del dott. Stefano Sartini, specialista MEU attualmente dirigente medico presso l’Ospedale Policlinico S. Martino, ha illustrato un impeccabile piano di studi articolato per certificazioni di competenze sviluppato dalla Scuola di Medicina e Chirurgia di Genova, per la formazione post-laurea che ci auguriamo venga adottato nelle Scuole. Alla successiva discussione hanno preso parte rappresentanti di SIMEU, SIS118 e diversi Direttori di Scuola. Sono state affrontate diverse tematiche, comprese il recente emendamento al DL Semplificazioni (articolo QS) (articolo La Repubblica) in merito al quale i Direttori, congiuntamente agli specializzandi, hanno sottoscritto un comunicato per esprimere il proprio dissenso e per proporre un incontro per discutere di soluzioni pratiche.
Esprimiamo estrema soddisfazione per come si è svolta la giornata ed apprezziamo in particolare il clima costruttivo nato durante l’assemblea. Restiamo in attesa dei riscontri pragmatici che, siamo sicuri, non tarderanno ad arrivare, anche alla luce della creazione da parte dei Direttori, contestualmente all’incontro, di un board esecutivo per la riformulazione dei piani formativi, al quale sono stati invitati a partecipare tre specializzandi in rappresentanza dei Colleghi in formazione specialistica.


La standardizzazione della formazione, da sempre una delle principali battaglie di CoSMEU, può essere davvero raggiunta. I risultati perseguiti in questi giorni, insperabili già solo due anni fa, sono stati possibili essenzialmente grazie alla partecipazione attiva di tutti i membri CoSMEU. E’ davvero importante quindi, per poter avere un peso sempre maggiore e portare avanti con crescente determinazione le nostre richieste, far crescere la nostra associazione, diventando membri attivi attraverso  il tesseramento a CoSMEU e partecipando alla prossima Assemblea Nazionale che si terrà a Firenze a fine maggio p.v.

La fine della giornata è stata decisamente meno formale ma non meno importante: abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con i rappresentanti di Federspecializzandi e SIGM, per revisionare il documento condiviso in merito all’Emendamento del DL Semplificazioni. Sapere di poter contare sull’appoggio delle altre maggiori associazioni di specializzandi in questo momento davvero delicato per noi, che ci vede in prima linea a difendere la dignità della nostra formazione, è stato una conferma di quanto le nostre preoccupazioni siano condivise e che la soluzione, per quanto complessa, non può e non deve essere quella attualmente in discussione.

 

Comunicato congiunto sul recente e discusso Emendamento Semplificazioni proposto dal Governo

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
ISCRIZIONE CONCORSI ACCETTAZIONE E URGENZA SENZA TITOLO

Abbiamo appreso a mezzo stampa che la maggioranza di Governo ha presentato una proposta per permettere ai medici che abbiano maturato almeno quattro anni di esperienza in area di emergenza-urgenza negli ultimi dieci, di accedere, anche in assenza di diploma di specializzazione, ai concorsi per la Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza.
Leggiamo la notizia con frustrazione, delusione, rammarico e rabbia, ma non con sorpresa.
La frustrazione nasce dal fatto che mille parole siano cadute nel vuoto, inascoltate.
Dopo aver evidenziato per anni le criticità nel settore dell’emergenza, quest’estate avevamo inviato al Sottosegretario alla Salute Prof. Bartolazzi una serie di proposte per migliorare la situazione di carenza cronica, poi riprese anche da un nutrito gruppo di colleghi su Quotidiano Sanità.

Nonostante una prima risposta possibilista, i fatti hanno drasticamente smentito le buone intenzioni: ancora una volta è stata avanzata una soluzione una tantum che sana l’esistente e non aspira al raggiungimento di soluzioni strutturali di qualità per il paziente.

Per rendersi conto del quadro di carenze drammatiche di figure specialistiche per l’emergenza-urgenza e in presenza di stime catastrofiche, vogliamo ricordare che la scuola di specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza esiste solo dal 2008-2009 e a partire dal 2014 sono stati immessi sul mercato del lavoro circa 300 specialisti addestrati specificatamente a gestire le urgenze e le emergenze, sia all’interno dell’ospedale che sul territorio, a fronte di circa 2800 Anestesisti e 1600 Chirurghi Generali.   

Nonostante alcuni incrementi, il finanziamento nell’ultimo concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina d’emergenza-urgenza è stato di soli 162 contratti ministeriali: un numero del tutto insufficiente, anche nel caso di un sistema a regime, considerando che sul territorio nazionale sono presenti 844 PS/DEA, di cui 513 di base e 331 ad alta complessità e 76 centrali operative di emergenza territoriale con sedi di automediche/ambulanze medicalizzate/elisoccorso.

Sicuramente la situazione che l’attuale Governo ha ereditato è il frutto di un decennio di una politica miope sia delle Istituzioni centrali che locali. L’adozione di soluzioni inadeguate, stabilmente provvisorie, e la contemporanea assenza di provvedimenti strutturali, di fatto, rende però gli attori attuali allo stesso modo responsabili.

Sappiamo che qualcuno potrà obiettare che, proprio perché il problema della carenza degli specialisti nei PS è reale e improcrastinabile, occorre intanto attivarsi anche con soluzioni immediate e temporanee.

Ci teniamo però a sottolineare una cosa: attualmente, sono 28 le specialità che garantiscono la possibilità di essere assunti come medici di Pronto Soccorso, eppure si denuncia una cronica assenza di candidati ai concorsi e una fuga sistematica di coloro che già lavorano nei PS.

Nessuno si chiede il perché?

Come già espresso in precedenza, la risposta sta a valle dell’intera filiera formativa: condizioni di lavoro massacranti, assenza di una remunerazione in proporzione al carico di lavoro (fino a 6-8 notti al mese, festivi e superfestivi compresi), mancanza di sbocchi universitari e di altri ambiti di carriera.

L’emendamento al DL Semplificazioni prova a tamponare l’emergenza sfruttando le condizioni critiche raggiunte, ma continua a ignorare deliberatamente interventi strutturali che mirino ad aumentare la qualità del lavoro: facendo ciò, si mortificano sia coloro che si sono avviati in un percorso di formazione mai davvero valorizzato, sia coloro che per anni hanno lavorato senza specializzazione e che accetteranno le attuali condizioni contrattuali, da cui tutti fuggono, pur di stabilizzarsi.

Ciò che viene proposto penalizza inoltre il merito: quale incentivo avrebbe il neolaureato a specializzarsi e ad acquisire specifiche competenze? Perché mai partecipare ad un concorso altamente selettivo, trasferirsi in un’altra città, spesso in un’altra Regione, per frequentare una scuola di specializzazione impegnativa, di cinque anni, che richiede sacrificio ed abnegazione?

Quale cittadino si sentirebbe tranquillo a farsi operare da un medico non specializzato in chirurgia?

Chi si sottoporrebbe a coronarografia praticata da un medico non specializzato in cardiologia?

E allora perché in Pronto Soccorso dovrebbe essere differente?

Non vogliamo mancare di fiducia nei confronti dei Colleghi che non hanno avuto negli anni la possibilità di formarsi: anche loro sono vittime di politiche lavorative e di programmazione dissennate.

La nostra è una riflessione di sistema, che punti a tutelare la Salute dei Cittadini, che esigono professionisti di alto livello specie in un contesto delicato come le emergenze, e a valorizzare appieno un sistema formativo ancora in sviluppo.

Ancora una volta, dunque, chiediamo a gran voce la necessità di intervenire prioritariamente garantendo:

  1. Il miglioramento qualitativo delle condizioni lavorative, per rendere appetibile e valorizzare la figura del medico dell’emergenza-urgenza, caratterizzata da un elevato carico di lavoro e di responsabilità, mediante un incremento della retribuzione e il riconoscimento dello stato di “lavoro usurante”, che permetterà di beneficiare di tutele specifiche.

  2. Un aumento adeguato del numero di contratti di formazione in medicina d’emergenza-urgenza; se davvero l’esecutivo volesse risolvere questo problema dovrebbe fornire ALMENO quattromila borse in medicina d’emergenza-urgenza nei prossimi 5 anni (800 all’anno), in accordo alle stime effettuate sulle necessità future.

Soluzioni come quella proposta dall’emendamento al DL Semplificazioni sono solo blandi palliativi, e non possono che essere temporanee e provvisorie, limitandosi categoricamente ad un contesto eccezionale di cui le istituzioni devono farsi carico in maniera strutturale.

Siamo a disposizione per un confronto plurale e condiviso per discutere ulteriori soluzioni pratiche per la risoluzione delle attuali e future criticità della medicina d’emergenza-urgenza, con l’obiettivo ultimo di tutelare il diritto alla salute dei Cittadini e la qualità del percorso formativo di tanti giovani colleghi.

Valerio T. Stefanone
Presidente Nazionale CoSMEU

Sottoscrivono:

Emanuele Spina
Presidente Nazionale Segretariato Italiano Giovani Medici

Stefano Guicciardi
Presidente Nazionale FederSpecializzandi

Dott.ssa Alexandra Asrow
ACEP Italian Ambassador