CoSMEUnautici…che l’avventura abbia inizio!

Salve CoSMEUnautici!

Mi presento sono Maria Luisa Ralli e ho l’onore e l’onere di prendere l’eredità di Valerio Stefanone come nuovo presidente di CoSMEU.

Avrò il piacere di lavorare insieme ad un dream team di tutto rispetto, proveniente da ogni parte di Italia: Serena Scarabottini, Ilaria Melara, Elisa Gesu, Laura Maria Tuccio, Alessandro Salzman, Lorenzo Demitry, Giulia De Marzi, Claudia Catarzi, Giulia Giacopelli, Antonio Annovi ovvero il nuovo direttivo CoSMEU. 

Insieme per i prossimi due anni cercheremo di portare avanti ed implementare i progetti e gli obiettivi prefissati dal direttivo precedente, per cercare di definire l’identità del medico di medicina d’emergenza urgenza.

Il primo Luglio la nostra specialità ha spento ben 10 candeline.

Sicuramente rispetto a qualche anno fa si inizia ad avere una bussola, un astrolabio, una mappa, una guida per navigare nel mare delle emergenze-urgenze territoriali e ospedaliere, ma c’è ancora tanto su cui lavorare. 

Tra le cose di primaria importanza rimane da trovare un porto sicuro di riferimento,ovvero cercare di definire l’identità del medico d’emergenze-urgenza, partendo dal delineare il curriculum formativo dello specializzando stesso. In questi due anni cercheremo, in collaborazione con i direttori delle Scuole di Specializzazione MEU, di formulare un documento che consenta di uniformare la formazione a livello nazionale.

Se un porto sicuro di riferimento ancora manca, nella navigazione verso nuove sponde, verso progetti di formazione e ricerca all’estero, CoSMEU si conferma canale attivo: ve li ricordiamo tutti, attraverso i link che vi portano dritti alla descrizione di questi fantastici progetti: Rainbow for Africa, ChiCoS (Chicago-CoSMEU: Italian Emergency Medicine Exchange Program), IEMTEP (International Emergency Medicine Trainee Exchange Programm) , MSF-Humanitarian Medic. Da pochi giorni è ufficialmente attivo un nuovo progetto IEMTEP 2.0!
Se volete partire con noi…non avete che da leggere i progetti a disposizione, trovare quello che fa più per voi e contattarci inviando una email a progetti.cosmeu@gmail.com.

Fondamentale rimane per CoSMEU l’obiettivo di cercare di capire meglio chi siamo, cosa sappiamo e cosa non sappiamo fare. Da metà luglio sarà possibile compilare la Survey 2019, un questionario attraverso il quale possiamo avere una istantanea della situazione nelle diverse scuole di specialità di medicina d’emergenza-urgenza italiane. Questi dati, rielaborati in forma anonima, saranno portati all’attenzione dei Direttori di Scuola nel prossimo incontro previsto per metà settembre, come punto di partenza del confronto che ci auguriamo porti all’elaborazione e la sottoscrizione del tanto necessario curriculum formativo.

Novità di quest’anno è la collaborazione con Carlo d’Apuzzo, direttore del blog di EMPILLS: sarà possibile pubblicare i casi clinici interessanti, che vi capitano nella vostra pratica quotidiana, nell’angolo dello specializzando. Se avete già nella punta della penna un caso interessante da proporci, non esitate a scriverci a segreteria.cosmeu@gmail.com. Mi raccomando aggiungete una buona e ricca bibliografia al vostro caso.

Sempre da quest’anno abbiamo intenzione di organizzare delle assemblee nazionali per i prossimi autunno e primavera, attraversando l’Italia per poter conoscere la famiglia dei MEU italiani, per parlare con voi direttamente della vostra formazione, organizzando dei workshop e lectures con specialisti MEU e magari con qualche nostro grande mentore. Insomma, procuratevi un’agenda per segnarvi i prossimi appuntamenti, armatevi della vostra bussola e di un pizzico di follia, e salpate con noi verso il viaggio che ci porterà a migliorare e a far crescere questa specialità!!

Go CoSMEU!!!

Annunci

Non per una mela al giorno…

Il sole di questa estate, che avevamo intuito sarebbe stato molto caldo, ha iniziato a riscaldare alcune delle tematiche sulle quali da tempo cerchiamo di richiamare l’attenzione.

Abbiamo raccolto in questo post gli articoli di questi giorni apparsi su alcuni importanti quotidiani nazionali che riportavano la profonda crisi di personale a carico degli ospedali e in particolare dei pronto soccorso.

65319385_10159007760561151_2322210034362089472_n.jpg65057115_2837937586281528_6851240691373178880_n.jpg64900518_2838507026224584_5496826070294331392_o.jpg

Purtroppo la fotografia che ne emerge é ingloriosa: una vera emergenza all’interno della rete preposta  rispondere alle emergenze. Turni scoperti, risorse mancanti, burn out, carico di lavoro eccessivo e peggiore qualità delle cure offerte.

65056217_10159011388766151_6173925826262728704_n.jpg65385414_2840801395995147_1651170979759521792_n.jpg

Abbiamo già espresso perplessità circa le soluzioni individuate finora: può essere la pezza peggiore del buco? Vale la pena accorciare il proprio periodo di formazione, aumentare il carico di responsabilità e di lavoro sulle spalle di giovani colleghi al prezzo di incerte promesse di assunzione e di un trattamento economico sostanzialmente identico? Quando finirà questo vizio di buttare il problema addosso alle nuove generazioni senza prendere dei provvedimenti radicali?

65856926_2184770091641603_5953624352216842240_n.jpg

E mentre si propongono molti tipi di investimento su come arginare la situazione, non esiste ancora una programmazione seria del numero di borse di specialità  che sia proporzionale al fabbisogno reale di specialisti.

Per cui quando vi aggirerete per corridoi deserti o vi ritroverete in attesa in sale d’aspetto affollate a pensare “ma il medico dov’è? che fa?” sappiate che non è stata una mela al giorno a togliere il medico di torno o la carenza di vocazioni, ma i tagli, l’incapacità e la miopia di una classe politica che non ha saputo o voluto ascoltare il grido d’aiuto di un malato che non è riuscito a curare se stesso: il Pronto Soccorso.

 

Benvenuto nuovo Direttivo!!!

Ed eccoli qui, i nuovi membri del Direttivo CoSMEU 2019-2021!
Sono: Maria Luisa Ralli (new president), Serena Scarabottini (vicepresidente)Elisa Gesu (segretaria) e i consiglieri Antonio Annovi, Claudia CatarziGiulia De MarziLorenzo DemitryGiulia GiacopelliIlaria Melara, Alessandro SalzmanMaria Laura Tuccio.

Sono stati eletti il 27 maggio scorso durante l’ultima Assemblea Nazionale CoSMEU, che ha visto presenti  a Firenze un gran numero di soci e simpatizzanti, in totale più di un centinaio. La giornata è cominciata bella carica con le Lectures del Refresher Course tenute a titolo gratuito, mentre poi nel pomeriggio si è tenuta l’Assemblea vera e propria.

Ospiti della nostra Assemblea sono stati la dott.ssa Petrino, past president Eusem, e il prof.Pini, direttore della scuola MEU di Firenze. Entrambi hanno ribadito l’importanza della nostra scuola e ci hanno invitati a difenderla con le unghie e con i denti in questo momento estremamente delicato.

Il pomeriggio è poi continuato con la presentazione delle nostre attività e dei nostri progetti: dal censimento alla survey, dal piano formativo a tutte le nostre proposte per periodi di formazione all’estero (IEMTEP, R4A, ChiCoS, MSF,…)
A chiudere l’assemblea po c’è stato il rinnovo del Consiglio Direttivo, che ha visto la conferma dell’incarico di due membri del precedente Direttivo e l’elezione di nuovi consiglieri carichi di entusiasmo!
Con tutti loro e ci siamo salutati con una promessa: fare gruppo e continuare a crescere e a far sentire la nostra voce!

Buon lavoro ragazzi, saranno due anni intensissimi quelli che vi aspettano ma vi lasceranno emozioni e ricordi senza prezzo!

Risposta ai Direttori dei PS toscani

Come CoSMEU ci sentiamo direttamente chiamati in causa dai Direttori dei Pronto Soccorso (non so dirvi quali, visto che non si firmano) della Regione Toscana che ci hanno onorato di una risposta pubblica su La Repubblica dello scorso 17 maggio. La questione è sempre l’emergenza riguardante la carenza di personale nei Pronto Soccorso: nell’articolo si legge che secondo i Dirigenti dei Dipartimenti d’Emergenza ed Accettazione da giugno si farà fatica a coprire tutti i turni dei Pronto Soccorso e rimproverano noi specializzandi promotori della petizione di non comprendere l’emergenza e di non essere solidali con i nostri Colleghi.

In primis vogliamo tranquillizzare i Direttori: comprendiamo BENISSIMO l’emergenza, visto che la viviamo anche noi tutti i giorni e che continueremo a viverla per tutta la nostra carriera professionale fino a quando non si prenderanno misure strutturali anziché emergenziali. E’ proprio la volontà di trovare una risposta all’emergenza che ci ha spinti a prendere posizione, dato che in questo caso specifico riteniamo che la cura proposta possa essere peggiore del male. Abbiamo chiesto l’apertura dei contratti a tempo indeterminato per gli specialisti e proposto l’impiego degli specializzandi del quarto e quinto anno in Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU), con possibilità di estensione anche a specialità equipollenti ed affini, proprio per dare una risposta immediata. Tale contratto, già previsto ed utilizzato per la continuità assistenziale e per le sostituzioni dei Medici di Medicina Generale, dovrebbe essere extra orario formativo e dovrebbe possedere specifiche limitazioni di orari, tali da non inficiare sulla qualità della formazione che stiamo acquisendo. Un aumento del numero delle borse di specializzazione in MEU, poi, porterebbe la soluzione da essere emergenziale ad essere risolutiva sul lungo termine. Invitiamo i Direttori e la Regione a voler discutere tale proposta nel merito.

Per quanto i Direttori si dicano “perplessi” riguardo all’allarme che abbiamo lanciato, ribadiamo che assumere in Pronto Soccorso Colleghi che non abbiano competenze specifiche sull’emergenza è PERICOLOSO, e le oltre 73mila firme raggiunte dalla nostra petizione, sottoscritta anche da moltissimi medici e infermieri che lavorano nell’emergenza, dimostrano che tale preoccupazione non è solo nostra.

Il motivo per cui ci troviamo ad oggi a non sapere più come coprire i turni è duplice. Da un lato la causa sono le drammatiche condizioni lavorative in cui ci troviamo, che spingono chi può ad abbandonare la nave, saltando sulla scialuppa di una più agiata vita professionale offerta in altri reparti; dall’altro la causa risiede nell’aumento costante del ricorso dei cittadini ai servizi di PS, di cui molti sono accessi IMPROPRI. Siccome i Direttori non si firmano individualmente prenderò dati dell’ultimo anno che provengono da tutta la Toscana.

Nell’area ASL Toscana Centro il Direttore, si legge, è consapevole dell’aumento dei numeri di accesso e della netta minoranza delle problematiche più gravi ed ha di conseguenza riorganizzato i percorsi per le problematiche minori; nell’empolese 1 cittadino ogni 3,5 accede ogni anno al PS, ma di questi accessi solo il 18% è una vera emergenza (codici 1 e 2). Più della metà dei casi (55%) è un’urgenza differibile e quasi un terzo (27%) NON è un’urgenza, il che significa che è un accesso improprio che doveva essere gestito sul territorio. Non diversa è la situazione nella USL Toscana Nord Ovest: il numero di accessi è in costante aumento e i codici minori, dice il Direttore, rappresentano 9 casi su 10. Si potrebbe andare avanti coi dati provenienti dalle altre aree toscane, ma il concetto non cambia: si lavora di più, si lavora peggio. La Regione chiede ai professionisti dell’emergenza, medici ed infermieri, di sobbarcarsi di lavoro che non spetta a loro. Siamo consapevoli degli sforzi fatti dai Direttori e ancora di più di quelli fatti da tutti i medici ed infermieri dei PS, ma i Dirigenti dovrebbero iniziare ad accorgersi che tali soluzioni non bastano più, e non è assumendo personale non qualificato che si risolve la situazione. Se avessimo un terzo in meno degli accessi e se dovessimo occuparci “solo” di reali emergenze ed urgenze, il personale attuale sarebbe più che sufficiente.

Il bisogno di salute dei Cittadini è sacrosanto, ma il problema è culturale e, soprattutto, organizzativo. Non si può saturare di lavoro non urgente i Dipartimenti di Emergenza per poi stupirsi che le forze non siano sufficienti. Non si può accusare di sabotaggio i professionisti che protestano a soluzioni tampone parziali e pericolose, quando la Dirigenza regionale, in carica dal 2010, scrive in delibera che “ad oggi non è possibile adottare strategie efficaci in grado di ridurre la quota di accessi impropri mediante valide risposte alternative a livello territoriale”. Se i Direttori volessero essere solidali coi Colleghi che lavorano nei loro Dipartimenti dovrebbero andare in Regione a chiedere di trovare una risposta adeguata agli accessi impropri ed un miglioramento delle condizioni lavorative per medici ed infermieri. Qualora i Direttori decidessero di fare questo passo troveranno in noi i più solidali tra i Colleghi.

Attendiamo la presa di posizione del personale dei PS e dei sindacati perchè questa battaglia non dev’essere solo degli specializzandi.

Valerio T Stefanone

Presidente CoSMEU

Terza Assemblea Nazionale CoSMEU! Pronti al voto?

Amici cari, se ci avete seguito su Facebook lo sapete già: il 27 maggio prossimo a Firenze, a partire dalle 14.00, in coda al Refresher Course Eusem, si terrà l’annuale Assemblea Nazionale CoSMEU, la terza dalla fondazione dell’associazione. Tanti di voi avranno sicuramente partecipato alle scorse edizioni, ma quest’anno abbiamo provato a stupirvi un po’ di più…per chi sarà dei nostri c’è infatti la partecipazione gratuita in mattinata alle lectures del Refresher Course dell’Eusem, un’incredibile occasione formativa per sentire dal vivo alcuni dei migliori esperti dell’emergenza mondiali. Per partecipare non è indispensabile essere tesserati (ma se hai piacere di essere dei nostri al 100% puoi farlo seguendo le istruzioni qui) , basta solo mandarci una mail a segreteria.cosmeu@gmail.com e il gioco è fatto!

 

Perchè è particolarmente importante questa Terza Assemblea Nazionale? Perchè oltre a raccontarvi di tutti i risultati e le cose fatte in questi due anni, oltre a farvi conoscere di persona chi ha partecipato ai nostri progetti e oltre a presentarvi le nostre proposte per far crescere l’identità MEU in Italia, ci sarà anche il rinnovo del Direttivo. L’assemblea è gratuita ed aperta a tutti, ma il voto invece sarà riservato ai soli soci in regola con l’iscrizione annuale.
Ebbene sì, questi due anni sono volati e il nostro tempo è finito. CoSMEU però cerca nuove leve pronte a mettersi in gioco per portare avanti le nostre battaglie! E la persona giusta potresti proprio essere tu! Facci pervenire la tua candidatura per iscritto, tramite posta elettronica, a segreteria.cosmeu@gmail.com, in modo da poterci permettere di darti del tempo durante l’Assemblea prima del voto per farti conoscere. Qualora le candidature presentate non fossero sufficienti a coprire tutte le cariche previste dallo Statuto Sociale saranno accettate eventuali candidature nel corso dell’Assemblea.
Ma come si vota? Il voto è segreto e si possono esprimere un massimo di 3 preferenze per i membri del Consiglio Direttivo. Sono accettate deleghe: per ogni socio presente è possibile presentare un massimo di 5 deleghe scritte firmate da delegante e delegato, che andranno consegnate all’inizio dell’Assemblea e che il Presidente controfirmerà. Sono eleggibili massimo 2 candidati appartenenti ad una medesima sede di Scuola di Specializzazione.

Tutto chiaro? Allora vi aspettiamo tutti a Firenze il 27 maggio, presso l’Aula Magna pad. 3 NIC in Largo Brambilla 3. Non mancate! Perchè, come sempre, il meglio deve ancora venire!

CARENZA DI MEDICI NEI PS – SOLO SVILENTI SOLUZIONI TAMPONE, NESSUN INTERVENTO STRUTTURALE

La carenza di personale medico ed infermieristico nella Medicina d’Emergenza-Urgenza ha ormai raggiunto proporzioni critiche.

I legislatori, non potendo per ora interrompere un servizio essenziale per la salute di milioni di Cittadini, si sono lanciati nelle più fantasiose soluzioni: c’è chi come il Molise prima ed il Veneto poi ha richiamato medici in pensione, chi ha stretto convenzioni con Università straniere, cercando oltre confine nuove forze arruolabili. Addirittura si sta iniziando a smantellare il servizio pubblico, appaltando centinaia di migliaia di euro di proventi a società private per la ricerca di personale.

Ma l’ultima proposta creativa arriva dalla Regione Toscana, che ha deliberato di spalancare le porte dei Pronto Soccorso a medici neoabilitati senza alcuna competenza specifica nell’ambito dell’Emergenza-Urgenza, con la previsione di una non meglio specificata formazione “on the job” della durata di due anni che sarebbe un modo anglofono di dire che il medico in questione farà esperienza direttamente sulla pelle dei propri pazienti.

Una simile proposta è svilente sia per i tanti Colleghi che in questi anni hanno intrapreso un percorso di formazione specialistico vero e proprio nella Scuola nata da poco in Emergenza-Urgenza, sia per coloro che dovrebbero usufruirne, ai quali viene offerta una formazione di serie B dimezzata e part time.

Si considera ancora la medicina d’emergenza urgenza una sotto-specializzazione, che si può imparare in fretta e furia, come se per un Cittadino fosse la stessa cosa ricevere assistenza da un professionista specializzato o da un neolaureato.

La qualità del processo formativo non interessa a nessuno, è evidente, l’importante al momento è solo la copertura dei servizi.

La carenza era stata prevista da molto tempo e le previsioni per gli anni a venire sono pessime. I legislatori continuano a preferire soluzioni tampone rispetto ad una programmazione seria e ad una risoluzione strutturale del problema.

Come Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU), assieme al Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) ed a Federspecializzandi, abbiamo proposto più volte diverse soluzioni a breve e a lungo termine, che non sono mai state prese in considerazione.

Le ribadiamo nuovamente: che sia la volta buona?

Soluzioni a lungo termine

Prima di correre a ripari frettolosi per la carenza dei medici nei reparti più critici, è essenziale interrogarsi sulle reali cause all’origine del problema.

Essere un Medico d’Emergenza-Urgenza (MEU) significa lavorare duramente, sotto pressione, H24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno compresi festivi e superfestivi, con enormi responsabilità.

L’ambiente lavorativo è sovraffollato per definizione e ciò è imputabile a più fattori. Da una parte i servizi sul territorio hanno perso la capacità di filtrare le non urgenze (che compongono il 15-20% degli accessi quotidiani), dall’altra la riduzione costante dei posti letto negli ospedali fa sì che i pazienti che necessitano il ricovero restino anche dei giorni su una barella nei corridoi del PS.

Nonostante tutto ciò il ruolo del MEU non è riconosciuto come lavoro usurante dalle attuali leggi (mentre in passato lo era) e lo stipendio, soprattutto se confrontato con altre branche che possono operare nel privato, è assolutamente inadeguato.

Inoltre per i Medici d’Emergenza-Urgenza non vi sono sbocchi formativi, poiché non è ancora stata riconosciuta una carriera universitaria specifica per questa disciplina. In questo modo i medici anziani non hanno alcuna possibilità di concludere la propria carriera facendo formazione per i colleghi più giovani.

Nonostante tutte queste pecche la Medicina d’Emergenza-Urgenza resta una tra le discipline più affascinanti e molti giovani neoabilitati ambiscono a intraprendere questa carriera.

Peccato che molti di loro restino bloccati nell’imbuto formativo: sebbene negli ultimi anni siano aumentati i posti disponibili (256 contratti di formazione in Italia), questo dato resta nettamente al di sotto del fabbisogno stimato (almeno 800 contratti di formazione).

Con proposte come quella toscana, poi, nessuno più si prenderà la briga di cambiare città, oppure Regione, per specializzarsi in MEU, quando con un paio di anni di formazione nell’ospedale sotto casa, alla fine, si svolge lo stesso lavoro.

E così questa proposta non solo risulta inutile (i neolaureati sulla carta sì copriranno i turni, ma c’è da chiedersi se saranno in grado di svolgere il lavoro necessario) ma pure dannosa, rischiando di minare l’esistenza stessa della scuola di specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza.

Non solo: quali sono le garanzie che la formazione “on the job” sia qualitativamente adeguata? Chi dovrebbe controllare la qualità formativa dei medici così formati? La loro formazione avverrà in luoghi con volumi assistenziali e complessità delle cure che diano una preparazione soddisfacente?

Di conseguenza le nostre proposte sul lungo periodo sono le seguenti:

  1. aumentare le borse ministeriali e regionali in Medicina d’Emergenza-Urgenza fino al massimo consentito dalla rete formativa per raggiungere gli 800 contratti annuali;
  2. riconoscere al lavoro di Medico ed Infermiere d’Emergenza-Urgenza lo status di lavori usuranti;
  3. incrementare lo stipendio per il personale medico ed infermieristico dei Pronto Soccorso;
  4. incrementare l’efficienza del filtro territoriale ed aumentare i posti di degenza presso i reparti ospedalieri;
  5. elaborare una carriera universitaria specifica per la Medicina d’Emergenza Urgenza.

Queste soluzioni, ovviamente, possono e devono essere declinate anche per altre specializzazioni carenti.

Soluzioni a breve termine

Per quanto riguarda l’immediato, le soluzioni ci sono e le ribadiamo:

  1. attivare i concorsi a tempo indeterminato per gli specialisti e per gli specializzandi all’ultimo anno, recependo appieno i commi 547 e 548 recentemente approvati in Legge di Bilancio 2019;
  2. eliminare immediatamente la possibilità di un canale formativo parallelo non standardizzato che porterebbe alla creazione di un medico di Emergenza-Urgenza di serie B con le stesse responsabilità;
  3. valutare l’estensione dell’attività intramuraria, attualmente garantita per legge anche agli specializzandi, in alcuni specifici ambiti dell’emergenza urgenza o permettere agli specializzandi dell’ultimo anno di fornire prestazioni limitate e adeguatamente retribuite extra orario formativo, con vincoli tali da non inficiare la qualità della formazione, in analogia a quanto avviene per le sostituzioni di guardia medica e dei medici di medicina generale.

Ci teniamo a sottolineare che queste soluzioni avranno ragione d’essere solo a seguito dell’implementazione parallela dei punti a lungo termine prima citati.

Sarà un nostro impegno prossimo sensibilizzare in ogni modo l’opinione pubblica sull’argomento.

Ma non è l’unica criticità: la mancanza di filtro del territorio è una delle cause principali del sovraffollamento dei Pronto Soccorso. Non è più rimandabile inoltre un ripensamento radicale della Medicina Generale: essa costituisce il primo filtro al sovraffollamento dei PS e deve pertanto essere considerata una risorsa da non sottovalutare. La verità è che assistiamo ad una crisi del pubblico, in cui il privato convenzionato offre condizioni lavorative competitive sia dal punto di vista economico sia da quello delle tutele professionali.

Sempre più medici scelgono di non impegnarsi nell’attività pubblica e questa crisi è da imputare alle miopi scelte della politica, che in questi anni non ha creato le condizioni adatte a stimolare il personale medico e infermieristico ad aspirare a lavorare negli ospedali e nei Pronto Soccorso. È molto più facile, infatti, pensare ad una sanità privatizzata piuttosto che programmare e investire le proprie risorse economiche per tutelare la salute del Cittadino, la cui cura viene demandata ad attori terzi, disattendendo ad uno dei principali impegni dello Stato.

Non possiamo permettere che si crei una sanità di serie A, efficiente e brillante, dedicata a chi può permettersela, ed una sanità di serie B piena di toppe, per i meno abbienti.

Il rischio è reale e, se non verranno proposte soluzioni concrete, il sospetto del dolo sarà più che legittimo.

Noi non ci stiamo e siamo pronti a mobilitarci insieme a tutti i giovani Colleghi.

Valerio T. Stefanone

Presidente Nazionale CoSMEU

Sottoscrivono:

 

Stefano Guicciardi

Presidente Nazionale FederSpecializzandi

Emanuele Spina

Presidente Nazionale Segretariato Italiano Giovani Medici

Il Signor Giangiacomo ed il Servizio Sanitario Nazionale che sarà (molto presto)

Quando il Signor Giangiacomo va in Pronto Soccorso ha già abbastanza a cui pensare. Sta male e non c’è altro modo di farsi visitare alla svelta se non affrontando il rischio di lunghe attese in un ambiente caotico come il Pronto Soccorso.

E invece da domani il Sig. Giangiacomo avrà molte altre cose a cui pensare oltre al suo mal di pancia, una volta varcata la soglia dell’ospedale. Già perché da domani il nostro ipotetico paziente avrà davanti a sé quattro ambulatori con quattro medici assai diversi:

  1. nel primo ambulatorio c’è un medico dal nome difficile da pronunciare, è in Italia da pochi mesi, è stressato dal cambiamento, sottopagato rispetto agli altri medici, ma sicuramente attirato da uno stipendio a cui, nel suo Paese d’origine, non avrebbe potuto ambire. Con ogni probabilità avrà una buona competenza di base, ma avrà ricevuto anche una formazione specifica per le emergenze mediche? In che Università ha conseguito il titolo di Specialista? Chi ha monitorato la qualità della formazione erogata dalla sua scuola?
  2. nel secondo ambulatorio troverà una dottoressa dai capelli bianchi ed il volto segnato dall’età e dalla fatica dell’undicesima ora delle dodici che compongono il turno notturno. La dottoressa è di grande esperienza, ma la fatica ed i ritmi forsennati del Pronto Soccorso inficiano alquanto sulla sua concentrazione. Sarà in grado di raccogliere tutti gli elementi per capire se il mal di pancia di Giangiacomo è qualcosa di immediatamente pericoloso per la sua vita?
  3. nel terzo ambulatorio c’è un medico giovanissimo, si è abilitato da circa due settimane, ha tirato su la testa dai libri ed il suo entusiasmo, assieme ad un pizzico di incoscienza, l’hanno catapultato nel mondo della medicina d’emergenza-urgenza. Sta ancora metabolizzando il passaggio dai libri alle persone in carne ed ossa ed ancora non ha ben chiaro le piccole differenze che discostano i due mondi. La gestione è incerta, timorosa, a volte impulsiva, e non potrebbe essere altrimenti senza preparazione specifica. Sarà in grado di escludere tutte le cause potenzialmente fatali del mal di pancia di Giangiacomo che magari non sono state annoverate nei suoi appunti di sei mesi prima?
  4. c’è un quarto ambulatorio, ed è chiuso a chiave, qualcuno sta bussando da dentro…

Se voi foste Giangiacomo quale ambulatorio scegliereste? Se fosse un vostro caro, verso quale porta lo indirizzereste?

Mentre vi crogiolate in questa fatidica scelta notate arrivare al triage diverse barelle portate dal 118. I pazienti ve li ricordavate diversi: questi sono tutti ingioiellati, con abiti firmati e, nonostante la smorfia di dolore per lo spasmo che li accompagna, hanno un aspetto aristocratico. Nel congedare l’equipaggio del servizio di emergenza territoriale ringraziano e sfoderano dal portafogli la carta di credito, strisciando nel lettore del 118 tutta la propria riconoscenza. Non aspetterà in Pronto Soccorso, ha già una camera privata che l’aspetta nel reparto specialistico.

Vi sembra fantascienza? No, è solo il sistema sanitario che ci aspetta. Tra 10 anni? No, domani.

La carenza di personale medico e infermieristico nei Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA) è sulla bocca di tutti, caratterizzando una vera e propria emergenza nazionale. E così, colti alla sprovvista da una tempesta ampiamente predetta, i legislatori si lanciano nelle soluzioni più fantasiose.

Il medico straniero dell’ambulatorio 1 è frutto delle proposte della Regione Veneto, che cercherà nelle convenzioni con Università oltre confine un canale per trovare nuove forze.

La dottoressa dell’ambulatorio 2 è una pensionata che è stata richiamata in servizio, nonostante la veneranda età e l’inevitabile azione del tempo sulle sinapsi. Tale soluzione è stata adottata prima dal Molise e poi dal Veneto.

L’ultimo colpo di scena è il medico neoabilitato dell’ambulatorio 3. La Regione Toscana ha deciso di aprire le porte dei Pronto Soccorso a medici senza formazione specifica, con la previsione di fare una non meglio specificata formazione “on the job”, che è un modo carino di dire che l’esperienza il medico se la farà da solo direttamente sul paziente, senza necessariamente dover passare da un percorso formativo adeguato, specifico e standardizzato.

E le ambulanze a pagamento? S’è già fatto il primo passo: l’USSL Polesana 5 ha stanziato 650mila euro di soldi pubblici per un’azienda privata che trovi personale per il servizio 118. Ok, non siamo ancora giunti al punto di dover pagare direttamente il servizio, ma quanto sarà lontano tale traguardo di questo passo? Il sospetto che ci sia una precisa volontà di rendere inefficiente un Servizio Sanitario Nazionale che il mondo ci invidia per ricavarne un business miliardario dedicato a pochi diventa ogni giorno più legittimo.

Ma torniamo a Giangiacomo: ha scelto l’ambulatorio 4. Ebbene nell’ambulatorio 4 c’è una giovane dottoressa, non considerando il Galateo le daremmo circa una trentina d’anni. È giovane, sicuramente, ma ha alle spalle almeno 3 anni di formazione specifica sulla medicina d’emergenza-urgenza, ha frequentato i migliori reparti per acuti, terapie intensive, pronti soccorsi, ha prestato servizio sulle ambulanze seguita da un tutor esperto. È una specializzanda o, per meglio dire, un medico in formazione specialistica. Non sappiamo dirvi se sia al quarto o al quinto ed ultimo anno della sua formazione; non sappiamo dirvi se studia medicina d’emergenza-urgenza, medicina interna o un’altra specialità equipollente. Sappiamo solo che se fossimo parenti di Giangiacomo gli consiglieremmo vivamente il quarto ambulatorio. Peccato però che la porta sia chiusa a chiave! E chi l’ha chiusa? La Regione.

Come CoSMEU (Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza) abbiamo partecipato ad una riunione con Regione Toscana, Società Scientifica (SIMEU) e Sindacati di categoria con ordine del giorno la ricerca di soluzioni alla carenza di personale medico nei DEA.

A tale tavolo abbiamo riportato proposte discusse anche coi Colleghi di SIGM e Federspecializzandi.

In tante occasioni abbiamo indicato l’unica strada da percorrere per un risposta sistematica al problema:

  • aumentare le borse ministeriali e regionali in Medicina d’Emergenza-Urgenza fino al massimo consentito dalla rete formativa per raggiungere gli 800 contratti annuali;
  • riconoscere al lavoro di Medico ed Infermiere d’Emergenza-Urgenza lo status di lavori usuranti;
  • incrementare lo stipendio per il personale medico ed infermieristico dei Pronto Soccorso;
  • incrementare l’efficienza del filtro territoriale ed aumentare i posti di degenza presso i reparti ospedalieri.

Abbiamo anche offerto spunti per soluzioni temporanee e emergenziali, da attuare esclusivamente a seguito dell’implementazione dei punti prima citati, come prestazioni aggiuntive e circoscritte in orario extra formativo agli specializzandi dell’ultimo anno, in analogia a quanto avviene per le sostituzioni di guardia medica e dei medici di medicina generale.

Eppure non abbiamo ricevuto risposte.

Lo ribadiamo con forza: occorre investire sul futuro per non alimentare in eterno questo gioco al ribasso: migliaia di neolaurati aspettano di essere formati in maniera adeguata per rispondere con passione ai bisogni di salute di tutti i Cittadini. Per questo è necessario che sia il Ministero sia le Regioni investano in maniera straordinaria sui contratti di formazione specialistica a partire dalle aree più critiche, per colmare le carenze attuali ma soprattutto quelle future.

Altrimenti, sorgerà inevitabilmente il dubbio: che ci sia un disegno per privatizzare progressivamente il nostro Sistema Sanitario Nazionale?