Italians do it better!

Li avete riconosciuti? Sono i mitici “Tre MEU e il Meo”, già campioni di Simcup lo scorso aprile, che da stasera sono anche campioni d’Europa!!!
Si sono tenuti a Glasgow, in seno al congresso europeo della Medicina d’Urgenza, le finalissime europee di simulazione e i nostri fantastici ragazzi fiorentini non solo si sono fatti onore, ma sono addirittura arrivati primi, a parimerito con i colleghi inglesi!
L’Italia quindi sul tetto d’Europa!!! Con uno scenario davvero complesso tra l’altro(si trattava di una maxi emergenza in corso di un incidente aereo, con cui dovevano collaborare con l’altra squadra finalista) !

Grazie ragazzi, perchè vedervi lì, sul gradino più alto del podio, è un segnale fortissimo che la nostra scuola di specialità, anche a livello europeo, si fa strada…tante le cose che ci sono da fare, tanti gli obiettivi formativi che ci siamo preposti, ma almeno per stasera passa tutto in secondo piano… Complimenti davvero, siete stati tra grandiosi e noi siamo davvero orgogliosi di voi!!!

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Sondaggio

Amici cari, sapete bene cosa sta succedendo un po’ in tutti i P.S. italiani e le varie misure adottate dalle varie regioni per far fronte alla grave carenza di personale.
Come CoSMEU la nostra proposta per far fronte provvisoriamente a questa emergenza, sarebbe quella di impiegare gli specializzandi degli ultimi anni per svolgere turni in P.S. autonomamente ed in orario extra-formativo, retribuiti con contratti a tempo determinato . Tutto ciò in risposta alla possibilità di assunzione, con contratti analoghi, di neolaureati che a nostro parere non avrebbero, seppur dopo aver frequentato corsi intensivi creati ad hoc, le competenze adeguate per svolgere determinati ruoli.
Vorremmo però sapere voi cosa ne pensate? Siete favorevoli o contrari?
Compilate il sondaggio qui sotto per farci sapere la vostra opinione!

Lettera aperta di CoSMEU al Sottosegretario alla Salute Prof Bartolazzi riguardo alla carenza dei medici in Pronto Soccorso

parlamento

Egregio Sottosegretario alla Salute Prof. Armando Bartolazzi,

Le scrivo in qualità di Presidente del Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza d’Italia (CoSMEU) riguardo al Suo intervento del 1 agosto durante la trasmissione radiofonica “Ma cos’è questa estate” di Radio24.

Ho sinceramente apprezzato i Suoi commenti e sono davvero lieto di saperLa instancabilmente al lavoro nel cercare di risolvere l’annoso problema della carenza di personale nei Dipartimenti d’Emergenza-Urgenza in Italia. Lei dice che la porta del Ministero per noi è aperta e così oggi mi permetto di venire a bussare.

La Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza è una realtà giovane, istituita nel 2006 ed attiva sul suolo nazionale da appena 10 anni, che prepara dei medici specialisti in grado di gestire le prime ore di qualunque situazione medica potenzialmente fatale per il paziente. Siamo giovani medici appassionati nella nostra materia e motivati a fare il meglio. Non potrebbe essere altrimenti visto che scegliamo consciamente di partecipare ad una selezione d’ingresso altamente selettiva che ci porterà ad una vita lavorativa asperrima, fatta di stress quotidiano, di responsabilità enormi, di notti e festivi, di impossibilità ad operare nel privato.

Ci permettiamo dunque di dare il nostro contributo a suggerire alcune soluzioni che potrebbero significativamente migliorare la situazione quotidiana dei Pronto Soccorso (PS), confidando che Lei possa ritenerle meritevoli di essere discusse ai tavoli esecutivi. Non essendo io un oratore ma un medico, e per di più urgentista, sarò estremamente concreto e stringato nelle proposte, che elenco di seguito:

-E’ necessario aumentare il numero delle borse di specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza; attualmente lavorano in PS specialisti che non hanno ricevuto un percorso formativo apposito per le urgenze. Sono professionisti eccellenti, che hanno imparato il mestiere sul campo negli anni, da cui impariamo tutti i giorni, ma il Governo deve essere lungimirante e prevedere un aumento dei posti specifici per la medicina d’emergenza-urgenza. Il trend è positivo passando dalle 101 alle attuali 162 borse ministeriali e dalle 29 alle 94 borse regionali e di altri enti negli ultimi quattro anni. L’obiettivo minimo tuttavia non è ancora stato raggiunto, visto che il Ministero ha calcolato il fabbisogno annuo del 2017 nelle 304 unità. Alla luce di quanto abbiamo visto sui giornali in questi giorni forse il fabbisogno in Italia ad oggi va ben oltre i 304 specialisti annui.

-Leggiamo sempre più spesso di Regioni che creano corsi ad hoc per formare in 350 ore personale neolaureato da far lavorare in PS (Umbria ed Emilia Romagna). Questa soluzione, oltre ad essere temporanea, è anche rischiosa. Le competenze per lavorare nella shock room non si acquisiscono certo in un lasso di tempo così breve, la salute del Cittadino che accede in PS con un’emergenza sarebbe dunque messa in grave pericolo. Bisogna quindi cercare di ottimizzare le risorse mettendo personale con competenze diverse in posizioni diverse. Sarebbe stato inutile e dannoso, mi si passi la metafora calcistica, mettere nella nostra squadra nazionale in attacco Buffon e in porta Totti. In pronto soccorso bisognerebbe fare lo stesso: i pochi specialisti presenti in Italia andrebbero impiegati soprattutto nella gestione dei codici maggiori, mentre i medici non specialisti andrebbero impiegati solamente su codici minori (codici bianchi e azzurri). In questo ambito un corso di 350 ore sarebbe consono a formare adeguatamente il personale, magari supervisionato anche dai Colleghi dei codici rossi, gialli e verdi. Questo consentirebbe facilmente di provvedere in tempi rapidi al 15-20% degli accessi (la proporzione dei codici bianchi stimati).

-Gli specializzandi in medicina d’emergenza-urgenza affrontano un percorso formativo di cinque anni. Giunti agli ultimi anni di specializzazione sono autonomi sui codici minori. Si potrebbe offrire loro un contratto SSN a tempo determinato per fare turni extra. E’ bene specificare che lo specializzando è un medico in formazione e non una forza lavoro a basso prezzo da impiegare ove vi sia carenza. Noi dobbiamo formarci per gestire le emergenze maggiori. Ciò nonostante molti Colleghi, col beneplacito delle Università, potrebbero essere interessati a lavorare al di fuori del proprio orario di specializzando ai codici minori. Tale soluzione è già stata adottata in alcune sedi, in Italia ed all’estero.

-Bisogna aumentare le assunzioni di personale sanitario rendendo contrattualmente appetibile la posizione del medico nel dipartimento di emergenza-urgenza, incentivando l’assunzione a tempo indeterminato e aumentando gli stipendi. Francamente non riusciamo a spiegarci come sia possibile che l’attività di operatore sanitario nell’ambito dell’emergenza-urgenza (sia questo medico o infermiere) non sia annoverata tra i lavori usuranti, e non siano pertanto riconosciuti i conseguenti diritti. L’entità dello stress quotidiano è sotto gli occhi di tutti, una petizione a riguardo ha già raccolto più di 5000 firme, forse andrebbero rivisti i parametri di definizione.

-nella trasmissione radiofonica di cui prima si cita ad un certo punto, come riferimento d’eccellenza nell’immaginario collettivo, il pronto soccorso della fiction statunitense ER. Si dà il caso che da quest’anno abbiamo attivato una convenzione con l’American College of Emergency Physician (ACEP) che ci permette di andare per un mese nei Dipartimenti di Emergenza di Chicago. Questo ci ha permesso di valutare le differenze tra il sistema italiano e quello statunitense. Ho potuto constatare direttamente che le differenze sostanziali non risiedono, come pensavo, nella clinica, bensì nell’organizzazione. Cito solamente due delle misure secondo me più efficaci.

La prima è la disponibilità di posti letto per il ricovero, che a Chicago è costante; troppo spesso in Italia si è assistito in sanità ad una politica di tagli dei posti letto. Questa scelta ha portato negli anni ad una minor efficacia della naturale valvola di sfogo dei flussi di PS, congestionando le nostre strutture come una diga fa coi corsi d’acqua. In questo senso spero che Lei sia un degno rappresentante del Governo del cambiamento.

La seconda risiede nelle figure professionali non sanitarie che operano in PS. Mi riferisco ad esempio agli agenti delle forze dell’ordine, che prevengono aggressioni al personale sanitario che purtroppo sono all’ordine del giorno. L’altro esempio è il personale amministrativo, presente h24, che gestisce i problemi tecnici, gli aspetti burocratici, le comunicazioni coi consulenti/parenti/strutture di ricovero. Tutti questi atti non medici occupano una parte non trascurabile del turno di pronto soccorso e l’assunzione di personale ad hoc potrebbe dimostrarsi time-saving e incrementare l’efficienza degli operatori sanitari.

-Duole ricordare che i codici 5, ex codici bianchi, che costituiscono il 15-20% della domanda lavorativa dei PS, sono ACCESSI IMPROPRI. La causa non può certo essere ricercata nel Cittadino, che presenta un bisogno di salute percepito come non trascurabile, bensì nel territorio, che troppo spesso viene meno alla sua funzione di filtro. I dipartimenti ospedalieri hanno degli indici di performance in base ai quali vengono giudicati e spesati. Sarebbe naturale adottare lo stesso sistema anche per la medicina generale e la continuità assistenziale. Sul territorio operano grandi professionisti che lavorano alacremente e si assumono le proprie responsabilità ed altri che, quando reperibili, preferiscono delegare ai Dipartimenti d’Emergenza il bisogno di salute del proprio assistito. Sarebbe essenziale incentivare e premiare i primi e ravvisare e scoraggiare i secondi, in modo da aumentare la capacità di filtro che la medicina extra-ospedaliera dovrebbe avere.

-Infine un intervento fondamentale sarebbe quello di sensibilizzare i Cittadini a recarsi in PS solo e soltanto per i bisogni di salute urgenti-emergenti. Una campagna informativa è quanto mai necessaria affinchè l’utenza usi i servizi appropriati con giudizio, rendendo così molto più efficace ed efficiente il lavoro nei dipartimenti d’emergenza.

Mi scuso per la pochezza delle mie argomentazioni, ogni paragrafo meriterebbe una discussione ben più approfondita. La mia forma mentis mi impone però di essere pragmatico e di ragionare per priorità, ed è quello che mi sono prefissato di fare in queste pagine. Sarò felice di motivare ed esaminare ogni proposta qualora Lei lo ritenga utile, spero che questo sia l’inizio di un rapporto costruttivo e virtuoso.

Sicuro che queste mie righe non cadranno nel vuoto Le auguro sinceramente un ottimo lavoro,

 

Dott Valerio Teodoro Stefanone                                                                                                                       ed il Direttivo CoSMEU

 

Comunicato CoSMEU

Amici cari, a rendere il clima bollente questa estate, non è solo il sole, ma anche l’iniziativa di alcune regioni di attivare dei corsi che prevedono, nell’arco di qualche settimana, di formare personale da impiegare poi nei Pronti Soccorsi di tutta Italia. E qualcuno, nello specifico Perugia, ha scelto di scendere in strada.
Perchè è vero che ogni anno le borse MEU fortunatamente aumentano (quest’anno sono state 256 contro le 181 dello scorso anno) ma le carenze nel sistema di emergenza-urgenza sono ben più profonde. Qui potete leggere l’articolo di Simeu sulla vicenda.
A seguito invece trovate il nostro comunicato in merito alla faccenda.

“Come Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza (CoSMEU) vorremmo entrare nel merito di una questione che ci sta molto a cuore e che è stata recentemente sollevata da fatti di cronaca.

La carenza di personale sanitario nell’ambito dell’emergenza è un annoso problema già noto a più di un’Amministrazione regionale. Ci sono però soluzioni e soluzioni. Quelle a lungo termine, che verosimilmente risolveranno il problema, consistono nell’aumentare le borse per gli specialisti direttamente interessati fino ad un numero adeguato a coprire il fabbisogno. In questo senso scopriamo con sollievo che il trend delle borse in medicina d’Emergenza-Urgenza è positivo, seppur ancora molto lontano dall’obiettivo. Stiamo crescendo nei numeri, e questo grazie al Ministero ma soprattutto grazie alle Regioni ed agli Enti locali, a cui va il nostro plauso. Le soluzioni a breve termine, invece, nella nostra opinione lasciano molto a desiderare. Leggiamo con sconforto la notizia apparsa l’11 luglio scorso su “La Nazione, Cronaca di Perugia” sull’attivazione di un corso di 350 ore riservato a 58 neolaureati che ha come obiettivo dichiarato quello di far “acquisire le competenze necessarie per far fronte alle emergenze del 118 e dei Pronto Soccorso”. Prima che questa soluzione sia adottata sistematicamente in altre Regioni facciamo nostre le critiche sollevate dai Colleghi specializzandi di Perugia, che hanno espresso e motivato nella stessa testata giornalistica diverse perplessità.

Il corso di specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza è una realtà giovane, esistente sul territorio nazionale da appena 8 anni ed è costituito da un iter di 5 anni. Gli ambiti dell’emergenza in cui veniamo formati sono i più vari: pronto soccorso, terapia subintensiva e intensiva, emergenza territoriale, medicina interna sono solo tra le principali rotazioni che affrontiamo nel nostro percorso formativo. 350 ore di formazione le facciamo in due mesi. Abbiamo superato un test da migliaia di partecipanti per aggiudicarci il diritto (e il dovere) di acquisire quelle competenze che permettano di prenderci cura in scienza e coscienza di qualsiasi paziente abbia una problematica potenzialmente letale. E’ un ambito complesso, in cui non sono ammesse scorciatoie, pena la sicurezza della salute del paziente.

Restiamo pertanto perplessi da quest’atteggiamento schizofrenico di investire sulla nostra formazione e, contemporaneamente, di affrontare una carenza immediata formando dei Colleghi neolaureati per un periodo a nostro avviso assolutamente inadeguato alla gestione dell’emergenza.

Il problema che ci troviamo davanti è quindi duplice: da un lato la nostra specializzazione verrebbe vituperata e paragonata ad un corso. Che differenza ci sarebbe sul luogo di lavoro in termini di ruoli tra uno specialista ed un corsista? Perché mai un neolaureato dovrebbe quindi affrontare un test molto selettivo ed un arduo percorso di 5 anni quando potrebbe cavarsela molto più agevolmente partecipando ad un corso? Come può l’Università rendersi complice di un progetto che porterà alla formazione di personale sanitario scarsamente formato che di fatto avrà gli stessi ruoli degli specialisti?

Se questo primo problema potrebbe sembrare agli occhi dei lettori un’ennesima lotta tra categorie, il secondo è ben più ampio e preoccupante. Questa volontà di formare neolaureati che lavorino in PS e 118 è sicura per l’utenza? In altre parole com’è dimostrabile che il personale addestrato così in fretta abbia le competenze adeguate a gestire in sicurezza qualsiasi patologia emergente potenzialmente letale? Se un vostro caro avesse un’emergenza medica preferireste che fosse curato da chi ha studiato e lavorato per 5 anni nell’ambito dell’emergenza o da un neolaureato formato con un corso al suo primo impiego?
Le critiche sono un aspetto fondamentale del dialogo, della democrazia e della progettazione e vogliamo che questo nostro comunicato sia infine costruttivo. Comprendiamo la posizione delle Autorità regionali, che devono risolvere rapidamente un problema presente da anni, comprendiamo l’entusiasmo per questa soluzione dei Colleghi neolaureati e comprendiamo la posizione dell’Università, che ha autorità per trasmettere competenze essenziali. L’unica soluzione che ci può venire in mente è che questo corso dia infine un titolo per lavorare solo ed esclusivamente sui codici 4 e 5 (ex codici bianchi e azzurri). 350 ore in questo ambito dovrebbero essere, a nostro giudizio, sufficienti. Questo consentirebbe alle Regioni di aumentare in breve tempo l’offerta sanitaria di circa il 20%, salvaguarderebbe la possibilità formativa e lavorativa dei neolaureati, manterrebbe inalterate l’esclusività delle competenze degli specialisti sui codici maggiori e, soprattutto, non aumenterebbe in alcun modo il rischio per la salute dell’utenza. Se così fosse l’Università, in quanto garante della miglior formazione possibile, non solo potrebbe ma anzi dovrebbe promuovere questo corso, in Umbria e nelle altre Regioni. Restiamo in attesa di una risposta dei diretti interessati e una presa di posizione dell’Università e della società scientifica a riguardo.”

Dott. V.T. Stefanone, Presidente CoSMEU
Dott.ssa S.Scarabottini
Dott.ssa G.Bottani
Dott.ssa M.Mascolo
Dott. A.Broggi
Dott. M.Cuccia
Dott.ssa L.Frigo
Dott. N.Nannipieri
Dott.ssa M.L.Ralli

News ed immancabili appuntamenti

Amici, che siate già stati in vacanza oppure siate in attesa di partire per le ferie, questo luglio sarà davvero bollente e pieno di appuntamenti! Pronti  a segnare tutto in agenda?

Si parte con il 27 luglio: la scuola MEU di Padova, nell’ambito del progetto di scambio Chicos, ospiterà il prof. Marc Dorfman e la dott.ssa Monika Lusiak che ci parleranno dell’approccio al trauma addominale e toracico, alla febbre nel paziente pediatrico e pillole di ostetricia in P.S. . La lezione è assolutamente gratuita, si terrà dalle 9.00 del mattino fino al primo pomeriggio circa e per chi ha avuto modo di partecipare a quelle di Firenze e Verona tenute dalla dott.ssa Asrow sa che è davvero un’occasione
imperdibile
! Unica richiesta che vi facciamo è farci pervenire da un rappresentante, entro il fine settimana e tramite mail,il numero di partecipanti per scuola, in modo da poter provvedere alla logistica.
Vi consiglio assolutamente di non mancare!!!

Il secondo appuntamento è rivolto a chi vorrebbe intraprendere una carriera universitaria: è a disposizione presso l’università di Firenze un Dottorato di Ricerca che può interessare l’ambito di Medicina d’Emergenza-Urgenza. Scadenza per presentare la domanda: 25 luglio ! Qui la pagina dei dottorati (quello che può interessare è in Scienze Cliniche, pagina 11) e qui la pagina della domanda

Infine ultimo appuntamento è quello con WHO, l’organizzazione mondiale della sanità, che ci invita tutti a partecipare a Firenze a un evento gratuito dal titolo “Patient Safety for the New Medical Generation” il 31/08-01/09. Sarà un incontro che porterà in Italia specializzandi di ogni ambito provenienti da tutto il mondo, che discuteranno della sicurezza del paziente. Un’altra ottima occasione di discussione e scambio, con colleghi provenienti da ogni latitudine. Termine delle iscrizioni: 31 luglio! Qui il link per le info e le iscrizioni!

Insomma, che stiate in spiaggia a godervi il sole o ad arrostire in città, siamo sicuri di avervi dato qualche interessante spunto per questo mese.
E speriamo di incontrarvi numerosi a Padova e a Firenze!
Don’t miss the date!
A presto!

 

 

 

 

Mille grazie!

A distanza di qualche giorno dalla II° Assemblea Nazionale e dal congresso SIMEU,siamo qui a tirare un po’ le somme di ciò che è successo. E a ringraziarvi. Perchè il calore e la partecipazione che abbiamo percepito sono stati davvero enormi, perchè il successo che abbiamo avuto è stato solo merito vostro e tornare alla vita di tutti i giorni dopo un’esperienza assolutamente galvanizzante come questa è stato davvero bellissimo. Torniamo a casa davvero arricchiti ed ispirati (chi non ha versato una lacrimuccia durante il discorso finale del congresso tenuto del prof. Schiraldi?), ma allo stesso tempo carichi e pronti a ripartire con un sacco di novità!
Abbiamo avuto l’onore di avere tra noi per l’Assemblea sia la dott.ssa Petrino,
attuale Presidentessa di EuSEM, che la dott.ssa Ruggieri, past President SIMEU, il dott. Pugliese, attuale presidente SIMEU,  le dott.sse Stella e Spina, attuali membri del Direttivo SIMEU, e la dott.ssa Asrow,
ambasciatrice ACEP per l’Italia nonché nostra spalla negli States per il progetto ChiCoS. La loro presenza è stata davvero preziosa: ci ha fatto capire che la direzione in cui stiamo andando è quella giusta, che la nostra voce è importante e che abbiamo degli interlocutori che si aspettano grandi cose da noi in qualità di futuro della professione.
Ma la cosa sicuramente più bella è stata la possibilità di conoscervi! Avete partecipato in tantissimi (chi all’assemblea, chi alla serata sociale e chi ad entrambe). Guardarvi negli occhi, potervi parlare di persona e sentire le vostre idee ed opinioni, e poter fare tutto ciò non solo attraverso lo schermo di un pc è stato davvero importante; avevamo bisogno di un vostro feedback sul percorso che abbiamo iniziato e vedervi così pieni di voglia di partecipare e farvi coinvolgere è stato incredibile. Ma anche far baldoria insieme, ridere e scherzare, creare rapporti…in una sola parola: magico!
Quindi, grazie mille davvero di aver reso indimenticabile questa occasione di incontro,
perchè ogni fatica ed ogni energia spesa per organizzarlo è stata più che ripagata. Cosa ci portiamo a casa da questa incredibile esperienza? Sicuramente un sacco di cose: tantissimi nuovi amici, tanti nuovi contatti per nuove convenzioni ed opportunità, dei nuovi progetti da realizzare sia sul lungo che sul breve periodo. Un nuovo punto di partenza per puntare sempre più in alto e far crescere la nostra specialità. Ci sarà da lavorare parecchio, ci sarà da rimboccarsi le maniche, fare sacrifici (e spesso le ore piccole), ma ne varrà assolutamente la pena!


Come sempre, the best is yet to come!
A presto!