Posizione su DdL “Riforma del sistema di emergenza sanitaria territoriale – 118”

Documento intersocietario: AAROI EMAC – AcEMC – ANIARTI – COSMEU – SIAARTI – SIEMS – SIIET – SIMEU.

Alcune settimane fa non è passato inosservato il tentativo di alcuni esponenti politici di riformare il sistema di emergenza territoriale attraverso gli emendamenti (qua il link) del DdL Riforma del Sistema di emergenza sanitaria territoriale “118” a firma della Senatrice Castellone e altri.

Non si sono quindi fatte attendere le reazioni da parte di Società Scientifiche sia del mondo medico che infermieristico e le successive controreazioni.

Anche noi, in quanto Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza Urgenza, abbiamo voluto assumere una posizione netta firmando un comunicato congiunto con le principali Società Scientifiche e sigle sindacali rappresentative del mondo dell’emergenza urgenza, con le quali ci apprestiamo a creare un gruppo di lavoro finalizzato a formulare una valida controproposta al Ddl Castellone.

Riteniamo che l’anacronistico disegno di legge portato in Commissione Sanità del Senato vada esattamente nella direzione opposta a quella per cui ci siamo sempre mobilitati, ovvero l’istituzione della figura del medico unico dell’emergenza urgenza. La nostra professione nasce per gestire il paziente critico in qualsiasi setting, sia esso extraospedaliero che intraospedaliero. Per questo non si può condividere una proposta come quella del Ddl Castellone che vuole nettamente distinguere e separare il personale ospedaliero da quello dedicato all’emergenza territoriale. L’attività del Medico d’Emergenza Urgenza, infatti, si concretizza nell’inquadramento e nella stabilizzazione del paziente instabile tanto nel soccorso extraospedaliero quanto nel Pronto Soccorso, nell’Osservazione Breve e nella Subintensiva.

#RESTAREACASA: non costringeteci a farlo

Negli ultimi giorni sono state fatte delle dichiarazioni inaccettabili e lesive dell’integrità e della professionalità dei medici in formazione specialistica. Pertanto come coordinamento di specializzandi noi di CoSMEU abbiamo deciso di fare delle puntualizzazioni in merito e di aggiornarvi su ciò che sta succedendo.

Partiamo dai fatti più recenti: le dichiarazioni del direttore sanitario dell’azienda ospedaliera di Padova:

“La diffusione del coronavirus in ospedale sarebbe stata favorita dal comportamento poco prudente degli specializzandi nei momenti di socializzazione al di fuori dell’area assistenziale. Questi sono i soggetti che nel momento in cui si inseriscono nell’Ospedale creano maggiore pericolo. Difatti […] sono stati gli Specializzandi a metterci in difficoltà. “

È questa in sintesi la teoria espressa da Daniele Donato, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Padova, durante un webinar della Società italiana di chirurgia plastica tenutosi venerdì primo maggio. La replica degli specializzandi di Padova non ha però tardato ad arrivare, chiedendo le scuse pubbliche del Direttore Sanitario a tutti gli Specializzandi che ogni giorno hanno garantito il funzionamento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria. Sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 gli specializzandi hanno lavorato in prima linea in tutti i reparti, sopperendo alle carenze di personale strutturato, adempiendo all’attività assistenziale inizialmente senza idonei dispositivi di protezione individuale e in assenza di adeguate disposizioni dalla direzione medica, offrendosi volontari nei reparti dedicati ai pazienti affetti da Coronavirus.

Il rettore dell’università di Padova Rosario Rizzuto ha espresso solidarietà nei confronti degli specializzandi di fronte alle considerazioni del direttore Donato ribadendo che “il coraggio, la generosità e la grande professionalità” che gli specializzandi “dimostrano ogni giorno in ospedale sono stati decisivi anche nell’emergenza Covid-19, nella quale di concerto con l’Azienda ospedaliera Università di Padova sono state sempre assicurate misure di sicurezza di alto livello».  «Per loro, una sola parola a caratteri cubitali: grazie».

Poco dopo la diffusione del video Donato ha diffuso una nota per ridimensionare l’accaduto: “Non volevo criminalizzare nessuno”, precisando che “le riflessioni fatte sono state estrapolate da un seminario” e che i ragionamenti “non erano giudizi attinenti a categorie professionali e che quello degli specializzandi era solo un esempio per dire che all’inizio abbiamo avuto un problema e ora non lo abbiamo più”.

Le Associazioni di rappresentanza degli Specializzandi stanno valutando di adire le vie legali per tutelare la categoria e non escludono di astenersi dall’attività professionalizzante, come ha dichiarato Andrea Frascati, presidente MeSPad, pretendendo non soltanto le scuse pubbliche da parte di Donato ma anche il dovuto riconoscimento del lavoro quotidianamente svolto dai medici in formazione specialistica.

E se per qualcuno gli specializzandi sono denigrati al punto da essere definiti “untori”, per qualcun altro sono semplicemente invisibili al punto da non meritare alcun riconoscimento economico diversamente dagli altri operatori della sanità con cui hanno condiviso turni sfiancanti, dispositivi di protezione individuali insufficienti, direttive inadeguate.

Quindi nonostante lo sforzo, l’abnegazione, l’evidente aiuto fornito, gli specializzandi non vengono considerati quando c’è da riconoscere loro un tributo economico che ad altre categorie legittimamente viene garantito. Ci duole sottolineare che si tratta di un atteggiamento pressoché ubiquitario lungo tutto lo Stivale, fatta eccezione per la Toscana e l’Emilia-Romagna (almeno sulla carta). Ovunque sono state ipotizzate misure economiche da disporre verso gli operatori sanitari coinvolti nell’emergenza COVID senza mai includere i medici in formazione specialistica, fino al caso eclatante della marcia indietro della Regione Lazio. In questo caso, infatti, la Regione ha trovato il cavillo normativo per sottrarsi al versamento del premio per gli specializzandi che non siano in “titolarità di un rapporto di lavoro, di tipo libero professionale o subordinato a tempo determinato”. In altri termini, così facendo, vengono automaticamente esclusi e tutti gli specializzandi che non hanno stipulato contratti aggiuntivi, cioè la maggior parte dei medici in formazione specialistica. Si tratta forse di medici di serie B? Forse hanno contribuito meno degli altri colleghi nella gestione dell’emergenza Covid? Eppure ci risulta che tutti noi, assunti o non assunti, lavoriamo a pieno regime nei Pronto Soccorso e nei reparti riconvertiti Covid, riversando tutte le nostre energie nel lavoro quotidiano, estremamente amplificato dall’emergenza che viviamo, e mettendo ogni risorsa a disposizione dell’ospedale senza esitazione o remora alcuna, condividendo i medesimi rischi. Siamo medici esattamente quanto gli altri.

Inoltre, non si tratta dell’unico bonus che ci siamo visti sottrarre se consideriamo che, grazie all’articolo 34 del DL 23/2020, gli specializzandi sono stati esclusi dall’indennizzo dei 600 euro da parte di ENPAM poiché, oltre alla suddetta cassa previdenziale, paghiamo la gestione separata Inps sulle borse di studio. Borse di studio, tra l’altro, per quali non è previsto alcun esonero dalle tasse universitarie anche in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo e che ci ha costretto a sospendere ovviamente la classica attività didattica frontale per poter giustamente prestare il nostro servizio oltre che per scongiurare eventuali contagi favoriti da condizioni di assembramento inevitabili.

Non sono prese di posizione fini a sé stesse le nostre.

Quello che vogliamo non è semplicemente pagare meno tasse o ricevere emolumenti.

Quello che vogliamo è essere considerati e valorizzati esattamente quanto gli altri operatori della sanità perché esattamente quanto loro siamo da sempre impegnati in prima linea, e non soltanto in occasione di questa emergenza, fedeli al giuramento tenuto quando ci siamo laureati.

Chiediamo il riconoscimento del nostro ruolo e siamo pronti a RESTARE A CASA se sarà necessario finchè non verrà riconosciuta l’importanza del nostro lavoro.

#r_esistiamo

#medicinonuntori

#piututele

#schiavizzandi

#lavoriamopervoi

#lavoriamoanchenoi

COVID-19: Le domande degli specializzandi

Buonasera a tutti,

come CoSMEU avevamo deciso, dato il momento critico ed il diretto coinvolgimento di solo una parte di noi specializzandi MEU nella emergenza Covid-19, di raccogliere domande al riguardo da parte di tutti voi specializzandi di Italia per poterle esporre a colleghi specialisti coinvolti in prima linea nell’emergenza. Abbiamo trovato nel Dott. Stefano Paglia ed il Dott. Mirko Di Capua (Pronto Soccorso Lodi e Cologno) la massima disponibilità nell’affrontare i quesiti raccolti, e poco fa abbiamo potuto presentare le loro risposte direttamente sul nostro canale Youtube con un webinar!

Per chi non avesse potuto seguire in diretta la conversazione, può trovare la registrazione sul nostro canale!

Buona visione! E se avete altre domande, non esitate a scriverci!

Non ci saranno borse aggiuntive di specialità nel 2020.

CoSMEU (Coordinamento degli Specializzandi in Emergenza-Urgenza) esprime il suo rammarico per il DL numero 18 del 17.03.20 con il quale sono stati eliminati i fondi, presenti invece nella bozza, che avrebbero finanziato 5000 borse di specialità in più rispetto all’anno precedente.
Tutto questo avviene in concomitanza con il passaggio ufficiale alla laurea abilitante e conseguente immissione di circa altri 10.000 colleghi neolaureati nell’imbuto formativo.

Come associazione di specializzandi ci uniamo alle posizioni espresse da SIGM ( Segretariato Italiano Giovani Medici) e da quanto dichiarato da Anelli, presidente della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri)

L’emergenza del Coronavirus ha messo in evidenza ancora una volta la grave carenza di medici specialisti sul territorio nazionale e la soluzione non può sicuramente essere quella di non aumentare le borse di specializzazione.

È lampante quanto sia faticoso lottare contro una pandemia dopo anni di sconsiderati tagli alla sanità pubblica, con grave depauperamento di risorse, compreso il personale sanitario.

La grave carenza dei medici è ascrivibile ai numerosi tagli fatti a carico della formazione degli stessi, con la creazione di un imbuto formativo che ha lasciato in un limbo migliaia di giovani colleghi, abilitati alla professione medica, ma impossibilitati nel conseguimento della formazione specialistica.

Siamo consapevoli dell’enorme sforzo economico richiesto da questa emergenza, ma oggi ancora di più dobbiamo analizzare criticamente i problemi del nostro SSN ed essere lungimiranti, investendo sulla formazione del personale sanitario e cercando di non perpetuare negli errori fatti in passato, di cui oggi, in questo momento di emergenza, stiamo pagando le conseguenze.

CoSMEU esorta la popolazione a rispettare le restrizioni necessarie ad arginare l’epidemia di Coronavirus. Un abbraccio a tutti gli specializzandi MEU e delle altre discipline, che in questi giorni sono direttamente impegnati nella lotta contro l’epidemia.
#iorestoacasa #gomeu

#IORESTOACASA

Da Padova a Riccione il Tour di CoSMEU prosegue…

Carissimi CoSMEUnautici, come state?
Vi attende un’emozionante stagione ricca di iniziative che stiamo preparando per voi ed una si terrà proprio nella calda e soleggiata Riccione!
Ma prima di prendere carta e penna e annotarvi i prossimi appuntamenti, ripercorriamo insieme quelli che sono stati gli eventi dell’ultimo mese.

Per chi se la fosse persa il 4 e 5 Febbraio scorso si è svolta a Padova la V Assemblea Nazionale di CoSMEU.

Attraverso i video delle relazioni della prima giornata, che trovate nel nostro canale youtube e nel nostro sito ripercorriamo insieme i momenti salienti attraverso le voci dei protagonisti dell’assemblea.

Con chi ha fatto la storia della Medicina d’Emergenza-Urgenza e chi la sta facendo adesso è stata raccontata la storia della nostra specializzazione.
Abbiamo parlato di ricerca in medicina d’emergenza urgenza, di trauma intra ed extraospedaliero.
Sono stati fatti dei focus su alcune delle patologie che più frequentemente si presentano in PS, sincope e ipertensione, e su quelle che se non ci pensi ne tratti solo la metà: la crisi falcemica.
L’ecografia è stata una grande protagonista della nostra assemblea attraverso il Dott.re Cianci e il Dott.re Copetti.

CoSMEU, come ben sapete, è impegnata in prima linea anche negli argomenti di attualità che ci riguardano da vicino e l’assemblea è stata l’occasione per farne il punto, anche grazie all’intervento di Federspecializzandi riguardo il DL Calabria e i neolaureati nel Dipartimento di Emergenza-Urgenza.
E’ stata infine ribadita l’importanza di costituire un curriculum nazionale standardizzato, che raccolga i requisiti minimi per essere specialisti in Medicina d’EMergenza Urgenza, valido per tutti gli specializzandi MEU.

Durante la seconda giornata di Assemblea sono state apportate modifiche allo statuto della nostra associazione e presentati i progetti formativi all’estero promossi da CoSMEU. (Di cui trovate nel nostro sito il verbale).

A concludere l’Assemblea, sono intervenuti due amici di CosMEU, Carlo d’Apuzzo e Rodolfo Sbrojavacca.

Dopo questa doverosa premessa veniamo agli appuntamenti di questa calda stagione che sta per arrivare!!

Il prossimo 20 Aprile a Firenze si terranno i nostri tavoli di lavoro su Curriculum Nazionale e Neolaureati/proposte alla carenze dei Medici nell’area di emergenza-urgenza. Il vostro contributo le vostre idee sono importanti e fondamentali!! Nei prossimi giorni vi comunicheremo ora e luogo!

Dal 14 al 16 Maggio prossimo si terrà a Riccione il congresso Nazionale SIMEU: GRATIS per gli specializzandi!!Sì avete capito bene…gratis!!

Il 14 maggio dalle 9:00 alle 12:30 per i nostri iscritti ci sarà
l’assemblea di CoSMEU. Partecipare è semplice!
Clicca questo link (o in alternativa entrate nel sito di SIMEU –> FORMAZIONE –> CORSI cercate l’evento “ASSEMBLEA CoSMEU 2020”.
All’atto dell’iscrizione verrà chiesto l’inserimento di una password: assembleacosmeu20.



Oltre a questi imperdibili appuntamenti, visto il vostro entusiasmo all’assemblea di Padova relativo all’ambito della ricerca, vi informiamo che riparte il progetto GreCoS (Gruppo Ricerca in Emergenza CoSMEU) di CoSMEU.

Per ulteriori informazioni contattate:
Valerio Stefanone, past president CoSMEU: valerio.stefanone@hotmail.it
Alessandro Salzmann, consigliere CoSMEU: alessandro.salzmann@gmail.com

Per ora è tutto….o quasi!!
Il nostro incontro a Padova ci ha dato degli spunti di riflessione sulla nostra specializzazione, di quanto sia importante SAPERE, SAPER FARE e infine SAPER ESSERE.
Con le nostre iniziative, con il vostro contributo cerchiamo ogni giorno a realizzare il SAPER ESSERE specialista in medicina d’emergenza urgenza, ma non possiamo dimenticarci di quanto sia importante il METODO, il CERVELLO e la…DETERMINAZIONE nella nostra professione.
Vi salutiamo dicendo che, abbiamo contattato i Direttori delle SS MEU per stabilire un incontro per parlare di curriculum, formazione e ricerca a proposito del quale ci sono sembrati entusiasti!

Fisseremo a breve una data per incontrarci con loro, come sempre vi terremo informati!!

L’EDITORIALE DOMENICALE DI COSMEU

Buona domenica cari CoSMEUnautici,

Come saprete, in questi giorni Simeu con 200 direttori di PS ha depositato in senato un documento in cui propone alcune soluzioni alla crisi dei Pronto Soccorso italiani.

Come andava di moda qualche tempo fa, abbiamo deciso di rispondere con un editoriale domenicale. Vi rubiamo qualche minuto perché ci teniamo a fare delle puntualizzazioni relativamente ad eventi e fatti che ne sono seguiti

Ci dissociamo in buona parte dal documento proposto dall’Accademia dei Direttori e ci teniamo a precisare che non siamo affatto stati per coinvolti nella stesura.

In particolare, la partecipazione ai concorsi per dirigente medico senza specializzazione precedente acquisita conduce a nostro giudizio a 3 criticità principali: offre ai pazienti cure non qualitativamente omogenee, esponendoli a maggiori rischi, tende a creare professionisti “di serie A e di serie B” e non ultimo dequalifica la nostra professione.

Siamo estremamente consapevoli della carenza dei medici nell’area di medicina d’emergenza-urgenza  e abbiamo in più occasioni proposto delle soluzioni a breve e a lungo termine che non ledano la figura dello specialista in medicina d’emergenza-urgenza, ispirandosi anche altre realtà europee e oltre oceano.

In questi giorni di elezioni del nuovo direttivo SIMEU ci pare di particolare rilievo affermare anche con la nostra voce che l’unione fa la forza e solo così si delinea – insieme – un futuro diverso e migliore per la nostra professione e per i nostri pazienti.

E allora Cosmeu?

Come Cosmeu stiamo lavorando alla redazione di un curriculum formativo omogeneo a livello nazionale e a una soluzione a breve termine  che preveda l’assunzione di giovani colleghi neoabilitati con contratto a tempo determinato che si occupino dei codici a bassa complessità tutorati da medici di medicina d’emergenza-urgenza per cui vi rinnoviamo l’invito ai tavoli di lavoro Nazionali che si terranno a Bologna il 28 novembre pv.

Riproponiamo inoltre, qui sotto alcune delle nostre proposte per risolvere la carenza dei medici nel dipartimento di medicina d’emergenza-urgenza:

Soluzioni a lungo termine

  1. Aumentare le borse ministeriali e regionali in Medicina d’Emergenza-Urgenza fino al massimo consentito dalla rete formativa per raggiungere gli 800 contratti annuali;
  2. Riconoscere al lavoro di Medico ed Infermiere d’Emergenza-Urgenza lo status di lavoro usurante;
  3. Incrementare lo stipendio per il personale medico ed infermieristico dei Pronto Soccorso;
  4. Incrementare l’efficienza del filtro territoriale ed aumentare i posti di degenza presso i reparti ospedalieri;
  5. Elaborare una carriera universitaria specifica per la Medicina d’Emergenza Urgenza.

Soluzioni a breve termine

  1. Attivare su scala nazionale i concorsi a tempo indeterminato per gli specialisti e per gli specializzandi all’ultimo anno, recependo appieno i commi 547 e 548 recentemente approvati in Legge di Bilancio 2019;
  2. valutare l’estensione dell’attività intramuraria, attualmente garantita per legge anche agli specializzandi, in alcuni specifici ambiti dell’emergenza urgenza o permettere agli specializzandi dell’ultimo anno di fornire prestazioni limitate e adeguatamente retribuite extra orario formativo, con vincoli tali da non inficiare la qualità della formazione, in analogia a quanto avviene per le sostituzioni di guardia medica e dei medici di medicina generale;
  3. Eliminare immediatamente la possibilità di un canale formativo parallelo non standardizzato che porterebbe alla creazione di un medico di Emergenza-Urgenza di serie B con le stesse responsabilità.

Concludiamo lasciandovi una review che sottolinea l’importanza di fare la specializzazione in medicina d’emergenza urgenza con un percorso formativo adeguato.

#noicontinuamoamettercilafaccia e non molliamo
GoCoSMEU!

Direttivo CoSMEU.

I have a dream

Carissimi CoSMEUnautici,

inizierò il resoconto dei 3 giorni settembrini più intensi di questi primi mesi del nuovo direttivo di CoSMEU, intensi sotto tutti i punti di vista (carenza di sonno, entusiasmo, paura, aspettative), ringraziando tutti voi per continuare a farci credere in un sogno: la medicina d’emergenza urgenza.

Questa spumeggiante settimana è iniziata con un mio breve intervento a PresaDiretta, che trovate cliccando al seguente Link .

Martedì abbiamo inaugurato CoSMEU on Tour

iniziando a scoprire una realtà della medicina d’emergenza-urgenza che è così poco nota, ma per la quale non possiamo più essere impreparati, la Medicina dei Disastri e delle Catastrofi, come ci hanno dimostrato esempi quali la catastrofe del ponte Morandi e la strage di Corinaldo. Già da questo inizio per fortuna entusiasmante e per niente affatto catastrofico, abbiamo ribadito quanto sia importante la FORMAZIONE nella nostra professione e specialità. Grazie a delle brillanti relazioni passando dal paziente con shock emorragico al trauma toracico nel dipartimento di medicina d’emergenza-urgenza è stato sottolineato che cosa significa la RICERCA per lo specializzando e specialista MEU: significa CRESCERE come specialista, essere RICONOSCIUTI come tali dalla comunità scientifica e concorre a costruire la NOSTRA IDENTITA’. Vi abbiamo poi parlato dei nostri progetti, di cosa pensa CoSMEU a proposito dei neoabilitati in PS, del DL Calabria.

Abbiamo inoltre illustrato i risultati della SURVEY, questionario anonimo sulla valutazione delle competenze e conoscenze delle Scuole di Specializzazione sul territorio nazionale, del quale a breve vi forniremo i risultati sul nostro sito.

Non ci siamo dimenticati di parlare del Curriculum Formativo dello Specializzando Medicina d’Emergenza-Urgenza, argomento che da sempre CoSMEU cerca di realizzare per rendere uniforme e omogenea la FORMAZIONE a livello nazionale.

Il Curriculum che concorre alla standardizzazione della formazione a livello nazionale è stato oggetto anche dell’incontro di Mercoledì con i Direttori di Scuola.

Il Professor Avanzi, direttore della Scuola del Piemonte Orientale, ha provato ad immaginare un ideale percorso futuro per la nostra Scuola proponendo alcune macro aree (riguardanti abilità e competenze teoriche, pratiche ed “umane”) di apprendimento, evoluzione e crescita su cui dovrebbe svilupparsi il percorso del medico in formazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU)

Con i direttori abbiamo parlato anche della delicatissima situazione dei neoabilitati che vengono assunti, tramite bandi indetti a livello regionale, per supplire alle carenze di personale nell’aree di medicina d’emergenza-urgenza e non solo. A tale proposito è intervenuta la nostra collega americana nonché amica, Lexie Asrow,

con cui collaboriamo da due anni al progetto ChiCoS, che si è offerta di aiutarci in questo difficile momento, suggerendoci delle possibili soluzioni adottate in America per lo stesso problema, soluzioni da adattare al contesto italiano, che in nessuno modo possano mettere a rischio o svilire la nostra specializzazione: abbiamo iniziato a parlare così della figura dell’assistant doctor americano e del junior doctor inglese, figure che approfondiremo nelle prossime settimane. La dott.ssa Asrow si è offerta anche di aiutarci nella stesura del curriculum nazionale, accelerando i tempi della realizzazione di esso, ispirandoci ai programmi formativi dei nostri cugini Americani, evitando di ripetere errori che loro hanno commesso in passato prima di raggiungere questo importante obiettivo.

Tanta carne è stata messa al fuoco in questi giorni e visto che non c’è più tempo d’aspettare abbiamo già fissato fin d’ora un prossimo incontro con i direttori per parlare di curriculum nazionale e degli scenari che si avvicendano nella medicina d’emergenza-urgenza italiana, del quale vi terremo informati sul luogo e il giorno (probabilmente il 25 Novembre prossimo a Bologna).

Pertanto, usando le parole di Martin Luther King “even though we face the difficulties of today and tomorrow, we still have a dream”, anche se stiamo attraversando un periodo storico difficile per la nostra specializzazione e professione, questi 3 giorni ci hanno fatto capire che INSIEME possiamo realizzare il nostro sogno. #noicimettiamolafaccia e voi?

Go CoSMEU!!

Maria Luisa Ralli, presidente CoSMEU e il Direttivo

LETTERA AI NEO-COLLEGHI

Cari Colleghi neoabilitati e neolaureati, 
Questa volta ci rivolgiamo direttamente a voi.

In quanto CoSMEU (Coordinamento Specializzandi in Medicina d’Emergenza Urgenza) ci siamo espressi più volte [1] in merito alla scelta di alcune Regioni [2] di ricorrere a voi, giovani Colleghi neolaureati, per tamponare la crisi dei Pronto Soccorso. Apprendiamo in queste calde giornate di agosto che anche la Regione Veneto [3] ha deciso di seguire la strategia intrapresa dalla Toscana allargando la decisione anche ai reparti di Medicina Interna e Geriatria, mentre in Puglia si è già provveduto ad assumervi senza specialità nei PS di Barletta, Brindisi e Lecce [4]. Purtroppo è un fenomeno che sembra destinato a crescere poiché anche il Friuli Venezia Giulia  e la Lombardia sono interessate a soluzioni di questo tipo.

Dov’è l’inganno?

Quello che vi viene promesso è di ricevere una formazione generica di qualche ora, seguita da un periodo variabile di tirocinio nelle corsie di ospedale. 

Quello che non vi viene detto è che tutto ciò sarà verosimilmente insufficiente per mettervi nelle condizioni di lavorare in Pronto Soccorso con serenità e in sicurezza per voi e per i pazienti. 

Soprattutto – questo è l’aspetto più grave e tristemente dolente – non vi viene spiegato che, alla fine di questo percorso, resterete precari, in quanto al SSN si accede esclusivamente con pubblico concorso e in possesso del titolo di specialista, come tassativamente sancito dalla Corte Costituzionale [5]. 

In Toscana, terminati i due anni di contratto, potrete solamente lavorare per il soccorso extraospedaliero, cioè per il 118.
In Veneto potrete solamente partecipare a procedure comparative per l’assegnazione di incarichi di lavoro autonomo, cioè verrete inquadrati come “liberi professionisti” con partita IVA.

Tutto questo è inaccettabile poiché porta ad un impoverimento dell’offerta formativa e lavorativa con un scadimento del riconoscimento professionale.
E i primi ad indignarsi dovreste essere siete voi, cari Colleghi.

E allora cosa?

Come associazione di medici specializzandi ci battiamo da tempo contro lo screditamento delle specializzazioni di area medica. Anche quest’anno, insieme ai colleghi di Federspecializzandi e SIGM abbiamo chiesto l’aumento delle borse di studio, specialmente in Medicina d’Emergenza-Urgenza, ribadendo la contrarietà a percorsi di formazione paralleli che creerebbero professionisti di SERIE B.

Certo, il panorama delle scuole di specializzazione è migliorabile. Come Cosmeu abbiamo creato un piano di studio nazionale per la medicina d’emergenza-urgenza che attualmente è stato adottato in due atenei. Stiamo portando avanti il procedimento per la creazione di un curriculum del medico d’emergenza urgenza in modo da determinare le caratteristiche di questa figura professionale. Ogni anno, tramite un questionario nazionale delle scuole compilata dagli specializzandi, eseguiamo un monitoraggio della formazione nei vari atenei che poi presentiamo all’Accademia dei Direttori, tavolo di lavoro di cui fanno parte tutti i direttori MEU d’Italia.

Tutto questo per cercare di dare vita ad una figura professionale valida e capace di rispondere alle sfide che la medicina ci mette davanti in un mondo sempre più esigente e sofisticato.

Non accettate di essere sfruttati e mandati a svolgere uno dei lavori più delicati e complessi del SSN senza formazione e tutele adeguate col rischio di pagarne un prezzo troppo alto! Ci rendiamo conto della carneficina che annualmente si consuma tra colleghi dinanzi ad un numero ridicolmente inadeguato di contratti disponibili: perdiamo occasione per denunciare quanto sia grave questa situazione, specie a fronte delle carenze di organico della sanità pubblica. Ma siamo fermamente convinti che una formazione specialistica di qualità non può avvenire in maniera sbrigativa tramite canali alternativi a quelli delle scuole di specializzazione.

Alcuni di voi si sentiranno coraggiosi e desiderosi di mettersi in gioco, ma non c’è nulla di coraggioso nel correre stupidi rischi per i pazienti e sé stessi.
Si sa, la gatta frettolosa fece i gattini ciechi; una formazione improvvisata può fare peggio!

Restiamo uniti, piuttosto, e pretendiamo insieme che i fondi delle Regioni vengano utilizzati per correggere l’annoso problema dell’imbuto formativo, che vi costringe a scegliere questa strada poco sicura sotto ogni punto di vista, e per garantire una formazione standardizzata e di elevata qualità per tutti.

Direttivo CoSMEU


Riferimenti:

[1] https://cosmeu.wordpress.com/2019/06/24/non-per-una-mela-al-giorno/
https://cosmeu.wordpress.com/2019/05/22/risposta-ai-direttori-dei-ps-toscani/
https://cosmeu.wordpress.com/2019/01/12/comunicato-congiunto-sul-recente-e-discusso-emendamento-semplificazioni-proposto-dal-governo/

[2]https://firenze.repubblica.it/cronaca/2019/06/29/news/toscana_150_nuovi_medici_neolaureati_nei_reparti_d_emergenza-229933202/

[3]http://www.padovaoggi.it/attualita/sanita-assunzione-nuovi-medici-laureati-specializzandi-veneto-padova-14-agosto-2019.html

[4]https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/08/16/news/sos_pronto_soccorso_largo_ai_neolaureati_per_coprire_i_turni-233764603/

[5]https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=150