Quale futuro per la Medicina di Emergenza-Urgenza?

IAEM-Irish Association for Emergency Medicine » ED Frequently Asked  Questions

È degli scorsi giorni la notizia che, all’ultimo concorso per l’accesso alle Scuole di Specializzazione di area medica, dei 1152 contratti statali e finanziati dalle Regioni per la Scuola di Specializzazione in Medicina di Emergenza-Urgenza, ben 423 non sono stati assegnati. L’aumento dei contratti per questa Scuola è stato ingente ed è in continua crescita; non possiamo però non rilevare che vi sia un evidente problema di attrattività.

Questo fenomeno infatti risulta degno di essere contestualizzato all’interno del complesso mondo dell’emergenza-urgenza italiana. La pandemia da COVID-19 ha sottolineato, ed in certi casi esacerbato, una serie di criticità esistenti da tempo in questo ambito: l’eccessivo carico di lavoro, la carenza di personale, la scarsità di risorse, l’inadeguata retribuzione e la pericolosità delle condizioni lavorative. Il sistema, sofferente dopo anni di mancati investimenti e disattenzioni, obbliga chi vi esercita a sopportare turni massacranti, spesso senza la possibilità degli adeguati riposi e recuperi, di fronte a situazioni umane e cliniche provanti anche psicologicamente.
Non meraviglia dunque che i giovani medici scelgano altre Scuole di Specializzazione che consentano loro di avere un piano B, oltre alla possibilità di lavorare nei Pronto Soccorso. Non si tratta di una preoccupazione per il percorso formativo o di una mancanza di interesse per questa disciplina, quanto piuttosto un timore serio e fondato rispetto a quello che sarà il futuro e la qualità della vita che potrebbe attendere questi professionisti.

Da una parte risulta quindi certamente fondamentale una maggiore sensibilizzazione sui temi dell’emergenza-urgenza durante la formazione pre-laurea nonché elevare ancor più la qualità formativa, superando le disparità esistenti tra le varie Scuole ed uniformando il curriculum agli standard Europei per definire in maniera chiara e precisa un profilo professionale che, spesso ancora oggi, non è completamente compreso. Dall’altra però bisogna agire, in fretta, per rendere il sistema più attrattivo. Gli Specialisti in medicina di emergenza-urgenza sono una risorsa primaria, necessaria e fondamentale per il Sistema Sanitario Nazionale ma devono essere adeguatamente tutelati: non è possibile continuare a sfruttare una vocazione per tenerlo in vita. Il grande numero dei contratti per questa Scuola di Specializzazione è sicuramente un aspetto positivo, ma non è più sufficiente cercare soluzioni alla carenza di Medici Specialisti in questo modo.

Non accettiamo che venga caricata sulle spalle dei Giovani Medici, che di fronte alla situazione di emergenza dettata dalla pandemia non si sono certi tirati indietro, la completa responsabilità di tenere in piedi questo sistema nel futuro: diamo loro gli strumenti idonei ed aggiornati per formarsi, la rassicurazione che vi siano le dovute tutele e condizioni lavorative che ne salvaguardino la professionalità ed impariamo a valorizzare il ruolo fondamentale che chi lavora nei Pronto Soccorso riveste. Solo così si creeranno le condizioni per preservare e prendersi cura della Salute della Popolazione, investendo sui Professionisti che per primi accolgono all’interno degli Ospedali i pazienti, instancabilmente, ogni giorno.

– Comunicato congiunto CoSMEU e FederSpecializzandi –

Survey 2021

E’ tornata la Survey annuale di CoSMEU!

La Survey si propone di raccogliere dati riguardanti lo stato attuale delle Scuole MEU di tutto il territorio italiano.

I dati raccolti saranno utilizzati per capire a quali obiettivi puntare per migliorare sempre di più la nostra formazione. Il confronto di questi dati con quelli degli anni passati ci permette di tenere traccia del percorso che stiamo facendo in questi anni come scuola di specialità.

Per i curiosi, i risultati degli anni passati si trovano nella sezione Attività del nostro sito.

Vi chiediamo di spendere 5 minuti per dare il vostro contributo. Buona compilazione!

Ecco a voi il nuovo Direttivo CoSMEU 2021-2023

Carissimi colleghi e soci,

siamo al passaggio di consegne, la nuova squadra sarà presto operativa!

Ecco a voi i vincitori delle votazioni del 23 maggio 2021 (in ordine di preferenze ricevute)

Candidati Eletti

  • Gianpiero Zaccaria – Firenze
  • Cecilia Malacarne – Ferrara
  • Giulia Silvestri – Torino
  • Bruno Barcella – Pavia
  • Letizia La Spina – Catania
  • Isabelle Piazza – Milano Statale
  • Michela Cascio – Roma La Sapienza
  • Adriana D’Ercole – Roma La Sapienza
  • Ludovica Ceschi – Genova
  • Monica di Cristoforo – Padova
  • Sofia Pons – Padova

Candidati non Eletti

  • Giorgia Borio – Milano San Raffaele

A breve la definizione dei ruoli decisa dai membri eletti.

Posizione su DdL “Riforma del sistema di emergenza sanitaria territoriale – 118”

Documento intersocietario: AAROI EMAC – AcEMC – ANIARTI – COSMEU – SIAARTI – SIEMS – SIIET – SIMEU.

Alcune settimane fa non è passato inosservato il tentativo di alcuni esponenti politici di riformare il sistema di emergenza territoriale attraverso gli emendamenti (qua il link) del DdL Riforma del Sistema di emergenza sanitaria territoriale “118” a firma della Senatrice Castellone e altri.

Non si sono quindi fatte attendere le reazioni da parte di Società Scientifiche sia del mondo medico che infermieristico e le successive controreazioni.

Anche noi, in quanto Coordinamento degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza Urgenza, abbiamo voluto assumere una posizione netta firmando un comunicato congiunto con le principali Società Scientifiche e sigle sindacali rappresentative del mondo dell’emergenza urgenza, con le quali ci apprestiamo a creare un gruppo di lavoro finalizzato a formulare una valida controproposta al Ddl Castellone.

Riteniamo che l’anacronistico disegno di legge portato in Commissione Sanità del Senato vada esattamente nella direzione opposta a quella per cui ci siamo sempre mobilitati, ovvero l’istituzione della figura del medico unico dell’emergenza urgenza. La nostra professione nasce per gestire il paziente critico in qualsiasi setting, sia esso extraospedaliero che intraospedaliero. Per questo non si può condividere una proposta come quella del Ddl Castellone che vuole nettamente distinguere e separare il personale ospedaliero da quello dedicato all’emergenza territoriale. L’attività del Medico d’Emergenza Urgenza, infatti, si concretizza nell’inquadramento e nella stabilizzazione del paziente instabile tanto nel soccorso extraospedaliero quanto nel Pronto Soccorso, nell’Osservazione Breve e nella Subintensiva.

#RESTAREACASA: non costringeteci a farlo

Negli ultimi giorni sono state fatte delle dichiarazioni inaccettabili e lesive dell’integrità e della professionalità dei medici in formazione specialistica. Pertanto come coordinamento di specializzandi noi di CoSMEU abbiamo deciso di fare delle puntualizzazioni in merito e di aggiornarvi su ciò che sta succedendo.

Partiamo dai fatti più recenti: le dichiarazioni del direttore sanitario dell’azienda ospedaliera di Padova:

“La diffusione del coronavirus in ospedale sarebbe stata favorita dal comportamento poco prudente degli specializzandi nei momenti di socializzazione al di fuori dell’area assistenziale. Questi sono i soggetti che nel momento in cui si inseriscono nell’Ospedale creano maggiore pericolo. Difatti […] sono stati gli Specializzandi a metterci in difficoltà. “

È questa in sintesi la teoria espressa da Daniele Donato, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Padova, durante un webinar della Società italiana di chirurgia plastica tenutosi venerdì primo maggio. La replica degli specializzandi di Padova non ha però tardato ad arrivare, chiedendo le scuse pubbliche del Direttore Sanitario a tutti gli Specializzandi che ogni giorno hanno garantito il funzionamento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria. Sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 gli specializzandi hanno lavorato in prima linea in tutti i reparti, sopperendo alle carenze di personale strutturato, adempiendo all’attività assistenziale inizialmente senza idonei dispositivi di protezione individuale e in assenza di adeguate disposizioni dalla direzione medica, offrendosi volontari nei reparti dedicati ai pazienti affetti da Coronavirus.

Il rettore dell’università di Padova Rosario Rizzuto ha espresso solidarietà nei confronti degli specializzandi di fronte alle considerazioni del direttore Donato ribadendo che “il coraggio, la generosità e la grande professionalità” che gli specializzandi “dimostrano ogni giorno in ospedale sono stati decisivi anche nell’emergenza Covid-19, nella quale di concerto con l’Azienda ospedaliera Università di Padova sono state sempre assicurate misure di sicurezza di alto livello».  «Per loro, una sola parola a caratteri cubitali: grazie».

Poco dopo la diffusione del video Donato ha diffuso una nota per ridimensionare l’accaduto: “Non volevo criminalizzare nessuno”, precisando che “le riflessioni fatte sono state estrapolate da un seminario” e che i ragionamenti “non erano giudizi attinenti a categorie professionali e che quello degli specializzandi era solo un esempio per dire che all’inizio abbiamo avuto un problema e ora non lo abbiamo più”.

Le Associazioni di rappresentanza degli Specializzandi stanno valutando di adire le vie legali per tutelare la categoria e non escludono di astenersi dall’attività professionalizzante, come ha dichiarato Andrea Frascati, presidente MeSPad, pretendendo non soltanto le scuse pubbliche da parte di Donato ma anche il dovuto riconoscimento del lavoro quotidianamente svolto dai medici in formazione specialistica.

E se per qualcuno gli specializzandi sono denigrati al punto da essere definiti “untori”, per qualcun altro sono semplicemente invisibili al punto da non meritare alcun riconoscimento economico diversamente dagli altri operatori della sanità con cui hanno condiviso turni sfiancanti, dispositivi di protezione individuali insufficienti, direttive inadeguate.

Quindi nonostante lo sforzo, l’abnegazione, l’evidente aiuto fornito, gli specializzandi non vengono considerati quando c’è da riconoscere loro un tributo economico che ad altre categorie legittimamente viene garantito. Ci duole sottolineare che si tratta di un atteggiamento pressoché ubiquitario lungo tutto lo Stivale, fatta eccezione per la Toscana e l’Emilia-Romagna (almeno sulla carta). Ovunque sono state ipotizzate misure economiche da disporre verso gli operatori sanitari coinvolti nell’emergenza COVID senza mai includere i medici in formazione specialistica, fino al caso eclatante della marcia indietro della Regione Lazio. In questo caso, infatti, la Regione ha trovato il cavillo normativo per sottrarsi al versamento del premio per gli specializzandi che non siano in “titolarità di un rapporto di lavoro, di tipo libero professionale o subordinato a tempo determinato”. In altri termini, così facendo, vengono automaticamente esclusi e tutti gli specializzandi che non hanno stipulato contratti aggiuntivi, cioè la maggior parte dei medici in formazione specialistica. Si tratta forse di medici di serie B? Forse hanno contribuito meno degli altri colleghi nella gestione dell’emergenza Covid? Eppure ci risulta che tutti noi, assunti o non assunti, lavoriamo a pieno regime nei Pronto Soccorso e nei reparti riconvertiti Covid, riversando tutte le nostre energie nel lavoro quotidiano, estremamente amplificato dall’emergenza che viviamo, e mettendo ogni risorsa a disposizione dell’ospedale senza esitazione o remora alcuna, condividendo i medesimi rischi. Siamo medici esattamente quanto gli altri.

Inoltre, non si tratta dell’unico bonus che ci siamo visti sottrarre se consideriamo che, grazie all’articolo 34 del DL 23/2020, gli specializzandi sono stati esclusi dall’indennizzo dei 600 euro da parte di ENPAM poiché, oltre alla suddetta cassa previdenziale, paghiamo la gestione separata Inps sulle borse di studio. Borse di studio, tra l’altro, per quali non è previsto alcun esonero dalle tasse universitarie anche in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo e che ci ha costretto a sospendere ovviamente la classica attività didattica frontale per poter giustamente prestare il nostro servizio oltre che per scongiurare eventuali contagi favoriti da condizioni di assembramento inevitabili.

Non sono prese di posizione fini a sé stesse le nostre.

Quello che vogliamo non è semplicemente pagare meno tasse o ricevere emolumenti.

Quello che vogliamo è essere considerati e valorizzati esattamente quanto gli altri operatori della sanità perché esattamente quanto loro siamo da sempre impegnati in prima linea, e non soltanto in occasione di questa emergenza, fedeli al giuramento tenuto quando ci siamo laureati.

Chiediamo il riconoscimento del nostro ruolo e siamo pronti a RESTARE A CASA se sarà necessario finchè non verrà riconosciuta l’importanza del nostro lavoro.

#r_esistiamo

#medicinonuntori

#piututele

#schiavizzandi

#lavoriamopervoi

#lavoriamoanchenoi

COVID-19: Le domande degli specializzandi

Buonasera a tutti,

come CoSMEU avevamo deciso, dato il momento critico ed il diretto coinvolgimento di solo una parte di noi specializzandi MEU nella emergenza Covid-19, di raccogliere domande al riguardo da parte di tutti voi specializzandi di Italia per poterle esporre a colleghi specialisti coinvolti in prima linea nell’emergenza. Abbiamo trovato nel Dott. Stefano Paglia ed il Dott. Mirko Di Capua (Pronto Soccorso Lodi e Cologno) la massima disponibilità nell’affrontare i quesiti raccolti, e poco fa abbiamo potuto presentare le loro risposte direttamente sul nostro canale Youtube con un webinar!

Per chi non avesse potuto seguire in diretta la conversazione, può trovare la registrazione sul nostro canale!

Buona visione! E se avete altre domande, non esitate a scriverci!

Non ci saranno borse aggiuntive di specialità nel 2020.

CoSMEU (Coordinamento degli Specializzandi in Emergenza-Urgenza) esprime il suo rammarico per il DL numero 18 del 17.03.20 con il quale sono stati eliminati i fondi, presenti invece nella bozza, che avrebbero finanziato 5000 borse di specialità in più rispetto all’anno precedente.
Tutto questo avviene in concomitanza con il passaggio ufficiale alla laurea abilitante e conseguente immissione di circa altri 10.000 colleghi neolaureati nell’imbuto formativo.

Come associazione di specializzandi ci uniamo alle posizioni espresse da SIGM ( Segretariato Italiano Giovani Medici) e da quanto dichiarato da Anelli, presidente della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri)

L’emergenza del Coronavirus ha messo in evidenza ancora una volta la grave carenza di medici specialisti sul territorio nazionale e la soluzione non può sicuramente essere quella di non aumentare le borse di specializzazione.

È lampante quanto sia faticoso lottare contro una pandemia dopo anni di sconsiderati tagli alla sanità pubblica, con grave depauperamento di risorse, compreso il personale sanitario.

La grave carenza dei medici è ascrivibile ai numerosi tagli fatti a carico della formazione degli stessi, con la creazione di un imbuto formativo che ha lasciato in un limbo migliaia di giovani colleghi, abilitati alla professione medica, ma impossibilitati nel conseguimento della formazione specialistica.

Siamo consapevoli dell’enorme sforzo economico richiesto da questa emergenza, ma oggi ancora di più dobbiamo analizzare criticamente i problemi del nostro SSN ed essere lungimiranti, investendo sulla formazione del personale sanitario e cercando di non perpetuare negli errori fatti in passato, di cui oggi, in questo momento di emergenza, stiamo pagando le conseguenze.

CoSMEU esorta la popolazione a rispettare le restrizioni necessarie ad arginare l’epidemia di Coronavirus. Un abbraccio a tutti gli specializzandi MEU e delle altre discipline, che in questi giorni sono direttamente impegnati nella lotta contro l’epidemia.
#iorestoacasa #gomeu

#IORESTOACASA

Da Padova a Riccione il Tour di CoSMEU prosegue…

Carissimi CoSMEUnautici, come state?
Vi attende un’emozionante stagione ricca di iniziative che stiamo preparando per voi ed una si terrà proprio nella calda e soleggiata Riccione!
Ma prima di prendere carta e penna e annotarvi i prossimi appuntamenti, ripercorriamo insieme quelli che sono stati gli eventi dell’ultimo mese.

Per chi se la fosse persa il 4 e 5 Febbraio scorso si è svolta a Padova la V Assemblea Nazionale di CoSMEU.

Attraverso i video delle relazioni della prima giornata, che trovate nel nostro canale youtube e nel nostro sito ripercorriamo insieme i momenti salienti attraverso le voci dei protagonisti dell’assemblea.

Con chi ha fatto la storia della Medicina d’Emergenza-Urgenza e chi la sta facendo adesso è stata raccontata la storia della nostra specializzazione.
Abbiamo parlato di ricerca in medicina d’emergenza urgenza, di trauma intra ed extraospedaliero.
Sono stati fatti dei focus su alcune delle patologie che più frequentemente si presentano in PS, sincope e ipertensione, e su quelle che se non ci pensi ne tratti solo la metà: la crisi falcemica.
L’ecografia è stata una grande protagonista della nostra assemblea attraverso il Dott.re Cianci e il Dott.re Copetti.

CoSMEU, come ben sapete, è impegnata in prima linea anche negli argomenti di attualità che ci riguardano da vicino e l’assemblea è stata l’occasione per farne il punto, anche grazie all’intervento di Federspecializzandi riguardo il DL Calabria e i neolaureati nel Dipartimento di Emergenza-Urgenza.
E’ stata infine ribadita l’importanza di costituire un curriculum nazionale standardizzato, che raccolga i requisiti minimi per essere specialisti in Medicina d’EMergenza Urgenza, valido per tutti gli specializzandi MEU.

Durante la seconda giornata di Assemblea sono state apportate modifiche allo statuto della nostra associazione e presentati i progetti formativi all’estero promossi da CoSMEU. (Di cui trovate nel nostro sito il verbale).

A concludere l’Assemblea, sono intervenuti due amici di CosMEU, Carlo d’Apuzzo e Rodolfo Sbrojavacca.

Dopo questa doverosa premessa veniamo agli appuntamenti di questa calda stagione che sta per arrivare!!

Il prossimo 20 Aprile a Firenze si terranno i nostri tavoli di lavoro su Curriculum Nazionale e Neolaureati/proposte alla carenze dei Medici nell’area di emergenza-urgenza. Il vostro contributo le vostre idee sono importanti e fondamentali!! Nei prossimi giorni vi comunicheremo ora e luogo!

Dal 14 al 16 Maggio prossimo si terrà a Riccione il congresso Nazionale SIMEU: GRATIS per gli specializzandi!!Sì avete capito bene…gratis!!

Il 14 maggio dalle 9:00 alle 12:30 per i nostri iscritti ci sarà
l’assemblea di CoSMEU. Partecipare è semplice!
Clicca questo link (o in alternativa entrate nel sito di SIMEU –> FORMAZIONE –> CORSI cercate l’evento “ASSEMBLEA CoSMEU 2020”.
All’atto dell’iscrizione verrà chiesto l’inserimento di una password: assembleacosmeu20.



Oltre a questi imperdibili appuntamenti, visto il vostro entusiasmo all’assemblea di Padova relativo all’ambito della ricerca, vi informiamo che riparte il progetto GreCoS (Gruppo Ricerca in Emergenza CoSMEU) di CoSMEU.

Per ulteriori informazioni contattate:
Valerio Stefanone, past president CoSMEU: valerio.stefanone@hotmail.it
Alessandro Salzmann, consigliere CoSMEU: alessandro.salzmann@gmail.com

Per ora è tutto….o quasi!!
Il nostro incontro a Padova ci ha dato degli spunti di riflessione sulla nostra specializzazione, di quanto sia importante SAPERE, SAPER FARE e infine SAPER ESSERE.
Con le nostre iniziative, con il vostro contributo cerchiamo ogni giorno a realizzare il SAPER ESSERE specialista in medicina d’emergenza urgenza, ma non possiamo dimenticarci di quanto sia importante il METODO, il CERVELLO e la…DETERMINAZIONE nella nostra professione.
Vi salutiamo dicendo che, abbiamo contattato i Direttori delle SS MEU per stabilire un incontro per parlare di curriculum, formazione e ricerca a proposito del quale ci sono sembrati entusiasti!

Fisseremo a breve una data per incontrarci con loro, come sempre vi terremo informati!!