Risposta ai Direttori dei PS toscani

Come CoSMEU ci sentiamo direttamente chiamati in causa dai Direttori dei Pronto Soccorso (non so dirvi quali, visto che non si firmano) della Regione Toscana che ci hanno onorato di una risposta pubblica su La Repubblica dello scorso 17 maggio. La questione è sempre l’emergenza riguardante la carenza di personale nei Pronto Soccorso: nell’articolo si legge che secondo i Dirigenti dei Dipartimenti d’Emergenza ed Accettazione da giugno si farà fatica a coprire tutti i turni dei Pronto Soccorso e rimproverano noi specializzandi promotori della petizione di non comprendere l’emergenza e di non essere solidali con i nostri Colleghi.

In primis vogliamo tranquillizzare i Direttori: comprendiamo BENISSIMO l’emergenza, visto che la viviamo anche noi tutti i giorni e che continueremo a viverla per tutta la nostra carriera professionale fino a quando non si prenderanno misure strutturali anziché emergenziali. E’ proprio la volontà di trovare una risposta all’emergenza che ci ha spinti a prendere posizione, dato che in questo caso specifico riteniamo che la cura proposta possa essere peggiore del male. Abbiamo chiesto l’apertura dei contratti a tempo indeterminato per gli specialisti e proposto l’impiego degli specializzandi del quarto e quinto anno in Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU), con possibilità di estensione anche a specialità equipollenti ed affini, proprio per dare una risposta immediata. Tale contratto, già previsto ed utilizzato per la continuità assistenziale e per le sostituzioni dei Medici di Medicina Generale, dovrebbe essere extra orario formativo e dovrebbe possedere specifiche limitazioni di orari, tali da non inficiare sulla qualità della formazione che stiamo acquisendo. Un aumento del numero delle borse di specializzazione in MEU, poi, porterebbe la soluzione da essere emergenziale ad essere risolutiva sul lungo termine. Invitiamo i Direttori e la Regione a voler discutere tale proposta nel merito.

Per quanto i Direttori si dicano “perplessi” riguardo all’allarme che abbiamo lanciato, ribadiamo che assumere in Pronto Soccorso Colleghi che non abbiano competenze specifiche sull’emergenza è PERICOLOSO, e le oltre 73mila firme raggiunte dalla nostra petizione, sottoscritta anche da moltissimi medici e infermieri che lavorano nell’emergenza, dimostrano che tale preoccupazione non è solo nostra.

Il motivo per cui ci troviamo ad oggi a non sapere più come coprire i turni è duplice. Da un lato la causa sono le drammatiche condizioni lavorative in cui ci troviamo, che spingono chi può ad abbandonare la nave, saltando sulla scialuppa di una più agiata vita professionale offerta in altri reparti; dall’altro la causa risiede nell’aumento costante del ricorso dei cittadini ai servizi di PS, di cui molti sono accessi IMPROPRI. Siccome i Direttori non si firmano individualmente prenderò dati dell’ultimo anno che provengono da tutta la Toscana.

Nell’area ASL Toscana Centro il Direttore, si legge, è consapevole dell’aumento dei numeri di accesso e della netta minoranza delle problematiche più gravi ed ha di conseguenza riorganizzato i percorsi per le problematiche minori; nell’empolese 1 cittadino ogni 3,5 accede ogni anno al PS, ma di questi accessi solo il 18% è una vera emergenza (codici 1 e 2). Più della metà dei casi (55%) è un’urgenza differibile e quasi un terzo (27%) NON è un’urgenza, il che significa che è un accesso improprio che doveva essere gestito sul territorio. Non diversa è la situazione nella USL Toscana Nord Ovest: il numero di accessi è in costante aumento e i codici minori, dice il Direttore, rappresentano 9 casi su 10. Si potrebbe andare avanti coi dati provenienti dalle altre aree toscane, ma il concetto non cambia: si lavora di più, si lavora peggio. La Regione chiede ai professionisti dell’emergenza, medici ed infermieri, di sobbarcarsi di lavoro che non spetta a loro. Siamo consapevoli degli sforzi fatti dai Direttori e ancora di più di quelli fatti da tutti i medici ed infermieri dei PS, ma i Dirigenti dovrebbero iniziare ad accorgersi che tali soluzioni non bastano più, e non è assumendo personale non qualificato che si risolve la situazione. Se avessimo un terzo in meno degli accessi e se dovessimo occuparci “solo” di reali emergenze ed urgenze, il personale attuale sarebbe più che sufficiente.

Il bisogno di salute dei Cittadini è sacrosanto, ma il problema è culturale e, soprattutto, organizzativo. Non si può saturare di lavoro non urgente i Dipartimenti di Emergenza per poi stupirsi che le forze non siano sufficienti. Non si può accusare di sabotaggio i professionisti che protestano a soluzioni tampone parziali e pericolose, quando la Dirigenza regionale, in carica dal 2010, scrive in delibera che “ad oggi non è possibile adottare strategie efficaci in grado di ridurre la quota di accessi impropri mediante valide risposte alternative a livello territoriale”. Se i Direttori volessero essere solidali coi Colleghi che lavorano nei loro Dipartimenti dovrebbero andare in Regione a chiedere di trovare una risposta adeguata agli accessi impropri ed un miglioramento delle condizioni lavorative per medici ed infermieri. Qualora i Direttori decidessero di fare questo passo troveranno in noi i più solidali tra i Colleghi.

Attendiamo la presa di posizione del personale dei PS e dei sindacati perchè questa battaglia non dev’essere solo degli specializzandi.

Valerio T Stefanone

Presidente CoSMEU

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