LETTERA AI NEO-COLLEGHI

Cari Colleghi neoabilitati e neolaureati, 
Questa volta ci rivolgiamo direttamente a voi.

In quanto CoSMEU (Coordinamento Specializzandi in Medicina d’Emergenza Urgenza) ci siamo espressi più volte [1] in merito alla scelta di alcune Regioni [2] di ricorrere a voi, giovani Colleghi neolaureati, per tamponare la crisi dei Pronto Soccorso. Apprendiamo in queste calde giornate di agosto che anche la Regione Veneto [3] ha deciso di seguire la strategia intrapresa dalla Toscana allargando la decisione anche ai reparti di Medicina Interna e Geriatria, mentre in Puglia si è già provveduto ad assumervi senza specialità nei PS di Barletta, Brindisi e Lecce [4]. Purtroppo è un fenomeno che sembra destinato a crescere poiché anche il Friuli Venezia Giulia  e la Lombardia sono interessate a soluzioni di questo tipo.

Dov’è l’inganno?

Quello che vi viene promesso è di ricevere una formazione generica di qualche ora, seguita da un periodo variabile di tirocinio nelle corsie di ospedale. 

Quello che non vi viene detto è che tutto ciò sarà verosimilmente insufficiente per mettervi nelle condizioni di lavorare in Pronto Soccorso con serenità e in sicurezza per voi e per i pazienti. 

Soprattutto – questo è l’aspetto più grave e tristemente dolente – non vi viene spiegato che, alla fine di questo percorso, resterete precari, in quanto al SSN si accede esclusivamente con pubblico concorso e in possesso del titolo di specialista, come tassativamente sancito dalla Corte Costituzionale [5]. 

In Toscana, terminati i due anni di contratto, potrete solamente lavorare per il soccorso extraospedaliero, cioè per il 118.
In Veneto potrete solamente partecipare a procedure comparative per l’assegnazione di incarichi di lavoro autonomo, cioè verrete inquadrati come “liberi professionisti” con partita IVA.

Tutto questo è inaccettabile poiché porta ad un impoverimento dell’offerta formativa e lavorativa con un scadimento del riconoscimento professionale.
E i primi ad indignarsi dovreste essere siete voi, cari Colleghi.

E allora cosa?

Come associazione di medici specializzandi ci battiamo da tempo contro lo screditamento delle specializzazioni di area medica. Anche quest’anno, insieme ai colleghi di Federspecializzandi e SIGM abbiamo chiesto l’aumento delle borse di studio, specialmente in Medicina d’Emergenza-Urgenza, ribadendo la contrarietà a percorsi di formazione paralleli che creerebbero professionisti di SERIE B.

Certo, il panorama delle scuole di specializzazione è migliorabile. Come Cosmeu abbiamo creato un piano di studio nazionale per la medicina d’emergenza-urgenza che attualmente è stato adottato in due atenei. Stiamo portando avanti il procedimento per la creazione di un curriculum del medico d’emergenza urgenza in modo da determinare le caratteristiche di questa figura professionale. Ogni anno, tramite un questionario nazionale delle scuole compilata dagli specializzandi, eseguiamo un monitoraggio della formazione nei vari atenei che poi presentiamo all’Accademia dei Direttori, tavolo di lavoro di cui fanno parte tutti i direttori MEU d’Italia.

Tutto questo per cercare di dare vita ad una figura professionale valida e capace di rispondere alle sfide che la medicina ci mette davanti in un mondo sempre più esigente e sofisticato.

Non accettate di essere sfruttati e mandati a svolgere uno dei lavori più delicati e complessi del SSN senza formazione e tutele adeguate col rischio di pagarne un prezzo troppo alto! Ci rendiamo conto della carneficina che annualmente si consuma tra colleghi dinanzi ad un numero ridicolmente inadeguato di contratti disponibili: perdiamo occasione per denunciare quanto sia grave questa situazione, specie a fronte delle carenze di organico della sanità pubblica. Ma siamo fermamente convinti che una formazione specialistica di qualità non può avvenire in maniera sbrigativa tramite canali alternativi a quelli delle scuole di specializzazione.

Alcuni di voi si sentiranno coraggiosi e desiderosi di mettersi in gioco, ma non c’è nulla di coraggioso nel correre stupidi rischi per i pazienti e sé stessi.
Si sa, la gatta frettolosa fece i gattini ciechi; una formazione improvvisata può fare peggio!

Restiamo uniti, piuttosto, e pretendiamo insieme che i fondi delle Regioni vengano utilizzati per correggere l’annoso problema dell’imbuto formativo, che vi costringe a scegliere questa strada poco sicura sotto ogni punto di vista, e per garantire una formazione standardizzata e di elevata qualità per tutti.

Direttivo CoSMEU


Riferimenti:

[1] https://cosmeu.wordpress.com/2019/06/24/non-per-una-mela-al-giorno/
https://cosmeu.wordpress.com/2019/05/22/risposta-ai-direttori-dei-ps-toscani/
https://cosmeu.wordpress.com/2019/01/12/comunicato-congiunto-sul-recente-e-discusso-emendamento-semplificazioni-proposto-dal-governo/

[2]https://firenze.repubblica.it/cronaca/2019/06/29/news/toscana_150_nuovi_medici_neolaureati_nei_reparti_d_emergenza-229933202/

[3]http://www.padovaoggi.it/attualita/sanita-assunzione-nuovi-medici-laureati-specializzandi-veneto-padova-14-agosto-2019.html

[4]https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/08/16/news/sos_pronto_soccorso_largo_ai_neolaureati_per_coprire_i_turni-233764603/

[5]https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=150

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